Per essere sale e luce del mondo

Chi è il cristiano - riflessione di Don Giancarlo

febbraio 16 , 2020

CHI È IL CRISTIANO
Il futuro del cristianesimo dipende dalla nostra fedeltà alla vocazione ad “essere sale e luce del mondo”, oppure dal nostro ridurci ad essere sale che, avendo perso il sapore, “serve solo ad essere gettato via e calpestato dagli uomini”; non c’è una terza soluzione, o una terza possibilità di essere cristiani.
Premessa:
- Il cristiano è uno che non nasce tale, ma lo diventa. Ed essere cristiani è una delle maniere in cui vivere la vicenda umana. Il cristiano è nient’altro che un uomo che assume una forma di vita ben precisa: quella di Gesù Cristo.
- Un cristiano, nella sua vita, non giunge mai ad essere pienamente cristiano; è Dio che porta a compimento l’opera iniziata nel cristiano col Battesimo, con l’esodo pasquale da questo mondo. La vita cristiana è un ricominciare sempre, è dinamica e sempre incompleta.

A) IL PRIMATO DELLE FEDE
Ciò che caratterizza il cristiano è la Fede; cioè il suo legame con Dio, unico e vivente, spiegato, narrato in modo definitivo da Gesù, il Messia e Signore. Pertanto, credere non significa solo sapere e proclamare che Dio c’è; ma significa accettare di essere messi in questione da tale verità, attraverso l’ascolto di un Dio che parla.

Questo Dio, che non assomiglia a nessun altro Dio, ha parlato attraverso Gesù, attraverso il suo modo di vivere, le sue parole, la sua morte. Ci si dice cristiani perché seguiamo Cristo e la nostra vita si dice cristiana perché ispirata a quella di Gesù, vissuta come lui ha vissuto la sua esistenza umana. È l’incontro con Cristo che fa il cristiano.

Al centro della fede cristiana c’è Gesù di Nazareth: è Lui che va incontrato, ascoltato, creduto, seguito. (Nelle altre religioni è il Libro, è l’insegnamento che richiede attenzione e amore. Nel cristianesimo è invece Gesù (una persona), è lui la via, la verità e la vita.) La fede cristiana è dunque adesione a Gesù Cristo, cioè legame con la sua persona, obbedienza ai suoi comandamenti, ed è anche coinvolgimento con la sua esistenza umana; perché il vivere umano di Gesù è la vita umana autentica, quella che lui ha voluto insegnarci, quella esistenza che era racconto del Dio invisibile. E se Dio è amore, la vita vissuta da Gesù ha raccontato l’amore, è stato amore.

Da qui: “proprio del cristiano è la fede che opera attraverso l’amore”.

B) L'AMORE COME OPERA DELLA FEDE
Per essere e dirsi cristiani occorre quel passaggio (conversione) che riceve la sua autenticazione nel Battesimo, e l'assunzione di quello stile di vita che è stato vissuto da Gesù. Una vita cristiana deve sapere mostrare la differenza cristiana rispetto alla vita di chi cristiano non è. Non per una volontà di differenziarsi dagli altri, ma perché la vita cristiana iniziata da Gesù è di fatto diversa dalla vita mondana. Il cristiano, infatti, si impegna con una lotta contro il male, contro le tentazioni; egli continuerà ad essere sedotto dalla pretesa del possesso, dall'arroganza del dominio e dovrà ogni giorno confessare di essere un peccatore. Perciò dovrà combattere spiritualmente impegnando tutto se stesso: corpo, mente e spirito. Sì, la vita cristiana è anche combattimento e la sua qualità, sempre nell'umiltà, mai nell'ostentazione, deve essere visibile.

Si deve vedere che, ad es., la giustizia del cristiano va oltre quella di chi non crede. È vero, molti uomini che non conoscono Cristo sono capaci di amore, fino al perdono del persecutore; ma per il cristiano questo amore è legge, legge assoluta: è il comandamento nuovo e definitivo lasciato da Gesù ai suoi. Nel cristianesimo il miglior modo di servire Dio è l'amore per gli altri, è la giustizia verso tutti, e la salvezza sarà decisa dall'atteggiamento tenuto nei confronti degli altri uomini e di conseguenza delle altre creature. “Se uno dice di amare Dio e non ama il fratello, è menzognero, perché non si può amare Dio, che resta invisibile, e non amare il fratello accanto, che è visibile”. Questo amore, prima vissuto da Gesù e poi da lui richiesto ai cristiani, non è filantropia, o stile di vita fraterno, ma è un'azione originata dall'adesione a Cristo: la fede resta la sorgente, l'ispirazione, la forza di tale amore, ed è la grazia che accompagna la fede a renderlo possibile.

Il cristiano deve continuare ad essere un uomo che non vede Dio, però lo conosce tenendo gli occhi su Gesù, e può avere comunione con Dio se vive nell'amore per il fratello.

La vita cristiana è questa vita vissuta innanzitutto ed in modo esemplare da Gesù. E l'amore del cristiano non può che essere amore ispirato, plasmato dall'amore di Cristo, il quale ha vissuto e raccontato una volta per tutte che Dio è amore.

C) C'E' UN LUOGO DI VITA PER IL CRISTIANO?
Un solo cristiano non può esistere; non c'è cristiano senza che ci siano dei cristiani da cui ha ricevuto la fede, e difficilmente un cristiano può vivere senza che altri confessino con lui Gesù il Signore. Di conseguenza c'è un “grembo” in cui il cristiano è generato, c'è un ambiente in cui il cristiano cresce e diventa maturo, c'è uno spazio in cui il cristiano vive la comunione con Cristo, che è sempre comunione anche con i fratelli. E questo spazio è la Chiesa.

Oggi la chiesa raramente è amata. Per Gesù Cristo rimane un interesse, una simpatia, ma per la chiesa no.

Eppure la chiesa è essenziale per la vita del cristiano. Il cristianesimo non può essere ridotto a movimento, né a un certo riferimento etico e spirituale a Gesù di Nazareth; e i cristiani non possono rimanere a lungo “credenti nomadi” o “credenti pellegrini”. Come non vedere un disamore per la chiesa proprio in quegli eventi in cui vengono riempite le piazze, i santuari, ma vengono svuotate le chiese, le parrocchie in cui si può vivere la vita cristiana ordinaria e quotidiana?

Anche nel credere c'è oggi un eccesso di individualità, un narcisismo della ricerca spirituale che erode la relazione, svuota la comunicazione, non sente più il bisogno della comunione. Occorre riscoprire come luogo di vita cristiana e spirituale la chiesa; luogo di esperienza dell'amore fraterno, luogo della reciprocità e non senza o contro o al di sopra degli altri.

È al cuore di questa comunione che il cristiano celebra l'Eucarestia, entra in comunione con Gesù Cristo.

Questa è la chiesa: una comunità di semplici cristiani che Dio fa santi con la potenza dello Spirito Santo rendendoli conformi al Figlio Gesù Cristo. La chiesa rimarrà piccola cosa per il mondo, ma sale, lievito che dà sapore e trasforma le vicende umane.

Senza chiesa non c'è vita cristiana.

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