Preghiera in Famiglia

Pentecoste

maggio 30 , 2020

IMPORTANTE: Abbiamo ripreso le celebrazioni in Assemblea. Tuttavia, inviamo ugualmente la PREGHIERA IN FAMIGLIA per chi non è in grado di partecipare all’Assemblea della Comunità. Invitiamo a celebrare questa Preghiera negli stessi orari in cui l’Assemblea è riunita: 10; 11,30; 18,30 (domenica)

La famiglia si siede attorno alla tavola che può essere già apparecchiata per il pasto insieme oppure si riunisc0 nell’angolo della preghiera opportunamente preparato nella casa. Al centro della tavola si può porre una luce, il Vangelo e un pane.

Papà:          Oggi è la solennità della Pentecoste. Lo Spirito Santo, il Consolatore, è donato in pienezza ai discepoli e li rende capaci di dialogare con tutti, di annunciare il Signore risorto e di perdonare.

Mamma:    Siamo riuniti nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo.
Invochiamo insieme con questa antica preghiera
lo Spirito Consolatore, dono del Padre, promesso da Gesù.

Tutti:          Gloria a te, nostro Dio,
Re celeste, Spirito Consolatore,
Spirito di verità, che sei presente ovunque e tutto riempi,
tesoro di tutti i bene e sorgente della vita,
vieni, abita in noi,
purificaci e salvaci, tu che sei buono! Amen.

Papà:          Dagli Atti degli Apostoli (2, 1-11)

Mentre stava compiendosi il giorno della Pentecoste,
si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
Venne all’improvviso dal cielo un fragore, quasi un vento che si abbatte impetuoso,
e riempì tutta la casa dove stavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco,
che si dividevano, e si posarono su ciascuno di loro,
e tutti furono colmati di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue,
nel modo in cui lo Spirito dava loro il potere di esprimersi.
Abitavano allora a Gerusalemme
Giudei osservanti, di ogni nazione che è sotto il cielo.
A quel rumore, la folla si radunò e rimase turbata,
perché ciascuno li udiva parlare nella propria lingua.
Erano stupiti e, fuori di sé per la meraviglia, dicevano:
«Tutti costoro che parlano non sono forse Galilei?
E come mai ciascuno di noi sente parlare nella propria lingua nativa?
Siamo Parti, Medi, Elamìti;
abitanti della Mesopotàmia, della Giudea e della Cappadòcia,
del Ponto e dell’Asia, della Frìgia e della Panfìlia,
dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène,
Romani qui residenti, Giudei e prosèliti, Cretesi e Arabi,
e li udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dio».

Mamma:    Dal vangelo secondo Giovanni (20,19-23)

La sera di quel giorno, il primo della settimana,
mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei,
venne Gesù, stette in mezzo e disse loro:
«Pace a voi!».
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.
E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo:
«Pace a voi!
Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».
Detto questo, soffiò e disse loro:
«Ricevete lo Spirito Santo.
A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati;
a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».

(durante un momento di silenzio, se si desidera, si può leggere una delle brevi meditazioni seguenti)

«…avendo detto questo, soffiò…» (Gv 20,22). Porto in me, nel soffio vitale che tiene insieme la mia polvere, la memoria del gesto creatore e porto in me la memoria della vocazione alla nuova creazione, quella che avverrà nel Giorno Uno. Sembra che la mia relazione con Dio sia tutta affidata ad un soffiare incessante, dove cose nuove e cose antiche si incontrano per narrare le meraviglie operate da Dio nei miei confronti. E io, ogni volta che respiro, ogni volta che riprendo il soffio per continuare a vivere, sono memoria di questo intreccio amoroso tra Creatore e creatura, tra Dio e uomo. Il soffio che a volte stenta ad uscire, il soffio a volte pesante, lento, faticoso; il soffio, prima ed ultima parola dell’uomo, è in me memoria di un atto d’amore.

      Il soffio che ha animato la prima polvere, all’inizio; il soffio che ha animato la prima chiesa impaurita, nella ripresa, nel secondo inizio, è la sintesi più parlante dell’opera di Dio in me e della mia risposta faticosa alla sua opera. Il soffio entra in me, porta ossigeno, porta vita; lo stesso soffio, diventato “mio” soffio, riempito della mia vita, caricato delle mie tossine, dei miei germi nocivi, viene riconsegnato a chi me l’ha donato. Nell’atto dell’inspirare e dell’espirare io faccio la prima e fondamentale esperienza di Dio. Che ne siamo consapevoli o meno, noi respiriamo con il respiro di Dio: che grande mistero!

      Ogni volta che respiro, io ripeto a me stesso e a chi mi sta vicino il mistero della Pentecoste. Perché ancora lo Spirito soffia, attraverso il soffio della Chiesa. Perché risuoni ancora la Parola di Dio Creatore è indispensabile che qualcuno soffi, aliti sulla parola morta… come il primo giorno, come a Pasqua, come a Pentecoste, come nell’assemblea domenicale, come nella celebrazione del Battesimo, del matrimonio, dell’ordine, della cresima, dell’unzione degli infermi.

 (don Nando Bonati)

Lo Spirito conosce e feconda tutte le strade della vita, rompe gli schemi, è energia imprudente, non dipende dalla storia ma la fa dipendere dal suo vento libero e creativo.

Effusione d'amore. Lo Spirito è il debordare di un amore cercatore che dilaga, si apre la strada verso il cuore dell'uomo.
Effusione di vita. Lo Spirito santo è ciò che fa vivere Dio. Dio ha donato ciò che lo fa vivere per risvegliare la sorgente sommersa di tutte le nostre energie.
Effusione di fuoco: il simbolo del fuoco dice che lo Spirito porta in dono il bruciore del cuore dei discepoli di Emmaus, che si oppone all'apatia del cuore e della fede che ha inaridito l'uomo e il credente d'oggi.

      Lo Spirito di Dio da sempre parla ad ogni uomo, si rivolge a quella parte profonda che è in ciascuno e che viene prima di tutte le divisioni di razza, nazione, ricchezza, cultura, età, religione. Ora lo Spirito parla la mia lingua di festa e di dolore, di stanchezza e di forza. La Parola di Dio diventa mia lingua, mia passione, mia vita, mio fuoco. Diventa la parte migliore di me, respiro segreto di ogni parola. E allora "del tuo Spirito, Signore, è piena la terra". La terra ne è piena, con i suoi deserti e i suoi sempreverdi, con i suoi bambini e i suoi anziani pieni di luce, e le donne che sono la cosa più vicina a Dio. Guardati attorno, cerca, ascolta il vento sugli abissi, il respiro del cuore: la terra è piena di Dio. Cerca la bellezza salvatrice, l'amore in ogni amore. Piena è la terra. E, instancabile, il respiro di Dio porta pollini di primavera e disperde le ceneri della morte.

(p. Ermes Ronchi)

Papà: Ringraziamo il Signore che ancora oggi ci parla e rispondiamo a Lui con la preghiera.

(in base alle persone presenti, si valuterà se leggere insieme o individualmente la preghiera di contemplazione oppure pregare con il testo di seguito indicato)

contemplazione

Nel soffio, nell’alito di vita che entra in me e da me esce,

rivivo la memoria del dono meraviglioso della vita.

Ogni volta che respiro, ogni volta che riprendo fiato,

sono memoria di un intreccio amoroso tra Creatore e creatura. 

Il soffio che ha animato la prima polvere all’inizio,

il soffio che ha animato la prima chiesa impaurita, nel nuovo inizio,

canta l’infinita pazienza di Dio Padre per i suoi figli:

in un incessante soffiare di cose antiche e nuove.

In questo Giorno Ottavo, memoria di ogni Primo Giorno,

il Tuo Soffio soffia nel Soffio della Chiesa

e rinnovi tra noi il grande evento della Pentecoste

in cui il Tuo Spirito ridona vita a tutte le nostre morti. 

Ti rendiamo grazie, Dio Padre, per le meraviglie che operi in noi;

Ti rendiamo grazie per la luce più forte delle nostre tenebre;

Ti rendiamo grazie per il dono dello Spirito che dà voce nuova

alla Tua Parola in noi diventata vecchia, afona. 

preghiere

Mamma:    Ringraziamo il Signore per il dono della sua Parola
e invochiamo insieme il dono dello Spirito Santo:

       Figli:    Vieni, Santo Spirito, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Genitori:    Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

       Figli:    Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.

Genitori:    Nella fatica riposo, nella calura riparo, nel pianto conforto.

       Figli:    O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Genitori:    Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

       Figli:    Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Genitori:    Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

       Figli:    Dona ai tuoi fedeli, che solo in te confidano, i tuoi santi doni.

Genitori:    Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

Mamma:    Affidiamo al Signore le persone che portiamo nel cuore, (in particolare…) e preghiamo insieme la preghiera che Gesù ci ha insegnato: Padre nostro…

Se la preghiera viene fatta prima del pasto, ora si può iniziare a prendere insieme il pasto

Papà:          Ti ringraziamo, Signore, per il tuo Spirito che rinnova la terra. Ti ringraziamo per questo cibo che è oggi sulla nostra tavola. Il tuo Spirito ci insegni a dialogare, a condividere, a perdonare, per essere segno del tuo amore gli uni per gli altri. Sii benedetto, ora e sempre.

Tutti:          Amen!

(in un momento opportuno del pasto, si completa la preghiera condividendo il pane. Un genitore, mentre dice le parole che seguono, spezza il pane e lo distribuisce ai commensali.)

Papà:          Fate attenzione: ora vogliamo dire una cosa importante. Con questo cibo, con questo pane condiviso, diciamo che in questa settimana abbiamo lavorato e faticato per tutti noi, per la nostra famiglia. Diciamo che ci vogliamo bene e che faremmo qualunque cosa gli uni per gli altri: questo ce lo ha insegnato Gesù. Lui è sempre con noi. La sua Parola, il suo pane, l’amore concreto che ci ha mostrato e insegnato, sono segni che lui è con noi sempre. Questo pasto che mangiamo insieme possa ricordarci quanto è importante per noi riunirci attorno alla sua tavola in assemblea a celebrare il memoriale di ciò che Gesù ha fatto per noi.

Se la preghiera viene fatta in un momento diverso dal pasto, si conclude come segue

Papà:          O Padre, che nel mistero della Pentecoste
santifichi la tua Chiesa in ogni popolo e nazione,
diffondi sino ai confini della terra i doni dello Spirito Santo,
e continua oggi, nella comunità dei credenti,
i prodigi che hai operato agli inizi della predicazione del Vangelo.

Tutti:          Amen!

Mamma:    Il Signore ci benedica, faccia risplendere su di noi il suo volto e ci doni la sua pace.

Tutti:          Amen!

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