"Prenda la sua croce, e mi segua"

Santa Teresa Benedetta della Croce [Edith Stein] (1891-1942), carmelitana, martire, compatrona dell'Europa - L'Espiazione mistica / Amore della Croce, 24/11/1934

settembre 16 , 2018
L'unione con Cristo è la nostra beatitudine e l'approfondimento della nostra unione con lui ci rende felici in questo mondo. L'amore della croce, quindi, non è per nulla in contraddizione con la gioia di essere figli di Dio. Aiutare a portare la croce di Cristo procura una gioia forte e pura a coloro che vi sono chiamati e possono farlo; coloro che partecipano in questo modo all'edificazione del Regno di Dio sono veramente i figli di Dio. Allo stesso modo, la predilezione per la via crucis non significa che si debba provare riluttanza vedendo finire il Venerdì santo e compiersi l'opera della Redenzione. Solo dei riscattati, dei figli della grazia, possono veramente portare la croce di Cristo; è soltanto dall'unione con il Capo divino che la sofferenza umana riceve la propria forza redentrice. Soffrire ed essere beati nella sofferenza, stare in piedi sulla terra, camminare sulle vie polverose e sassose di questa terra pur sedendo con Cristo alla destra del Padre (cfr Col 3,1), ridere e piangere con i figli di questo mondo senza smettere di cantare lode al Signore con i cori angelici, ecco la vita del cristiano; finché non sorgerà l'aurora dell'eternità.     

Nicolino che cercò la fortuna a Roma

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Qui si narra di Nicolino che cercò la fortuna a Roma, ma non fece ritorno Nicholino de Barillis o Nicolino Barilla, abitava fin dai primi anni del 1500 in Traversetolo dove aveva una casetta con un po’ di terra ed una moglie: Caterina de Longhi. Dal loro matrimonio erano nati tre figli: Antonio, Lazarina e Maria. Nel 1527, nell’anno del sacco di Roma, assieme ad altri traversetolesi, come erano soliti fare,...

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