"Prendete il mio giogo sopra di voi ..., e troverete ristoro per le vostre anime" (Mt 11,29)

Diàdoco di Foticea (ca 400- ?), vescovo - Capitoli spirituali n° 2, 35, 94

luglio 18 , 2019
Per natura solo Dio è buono. Ma anche l'uomo diventa buono per la cura del suo agire, sulla via del vero bene, trasformandosi in ciò che non è, quando l'anima, preoccupata del bene, si unisce a Dio per quanto le facoltà che mette in opera lo vogliano. (...) Come il mare, se ci si versa dell'olio quando è agitato, cede naturalmente e le onde si lasciano vincere dall'azione dell'olio, così la nostra anima si calma volentieri, quando riceve l'unzione della dolcezza dello Spirito Santo. Infatti si lascia vincere con gioia, come dice il Santo: "Piegati a Dio, anima mia" (Sal 62,6 LXX), dall'impassibilità e dolcezza indicibili che la coprono della loro ombra. Ecco perché, per quanto siano numerose le provocazioni dei demoni contro l'anima, lei resta senza rabbia e piena di gioia. Ma si tratta di uno stato al quale nessuno arriva e nel quale nessuno resta se non quieta l'anima continuamente nel timore di Dio. (...) Come la cera non può ricevere il sigillo che si applica su di essa, se non è stata riscaldata o lavorata a lungo, così l'uomo non può portare il sigillo della virtù di Dio se non ha conosciuto la prova di pene e debolezze. Ecco perché il Signore dice al meraviglioso Paolo: "Ti basta la mia grazia; la mia potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezza" (2Co 12,9). E l'apostolo stesso si gloria dicendo: "Mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo" (2Co 12,9).    

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