"Prendi parte alla gioia del tuo padrone" (Mt 25,21)

Beato Columba Marmion (1858-1923), abate - Gli "strumenti delle opere buone"

novembre 15 , 2020
Senza posa teniamo fisso lo sguardo sull'ideale divino; lavoriamo a realizzare in noi questa perfezione alla quale Dio vuole che arriviamo per imitare il suo divin Figlio. E' lui la forma della nostra eterna predestinazione e a ciascuno di noi "è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo" (Ef 4,7). Non sappiamo, quaggiù, quale è questa misura, quale è la misura fissata da Dio della nostra predestinazione; ma certamente ella formerà Cristo in noi, riprodurrà i lineamenti di questo ideale unico che il Padre stesso indica a noi. Se siamo fedeli nel lavorare a quest'opera, malgrado tentazioni e difficoltà, arriverà per noi il giorno della ricompensa promessa. (...) Se abbiamo questa applicazione costante che sa portare quell'amore che riempie perfettamente i desideri del nostro Padre dei Cieli, se facciamo "sempre le cose che gli sono gradite" (Gv 8,29), riceveremo sicuramente la magnifica ricompensa promessa in questi termini da colui che è la Fedeltà stessa: "Bene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, prendi parte alla gioia del tuo padrone; ti darò molti beni" (cf Mt 25,21). Ogni santo che entra in cielo sente questa parola benedetta; è il saluto di benvenuto che riceve da Cristo Gesù. E quali sono questi beni che il Signore gli darà? Dio stesso, nella sua Trinità e perfezioni; e con Dio, tutti i beni spirituali. A questo Dio l'anima sarà "simile, perché lo vedrà così come egli è" (1Gv 3,2). Con questa visione ineffabile che viene dopo la fede, ella sarà fissata in Dio e troverà in lui la stabilità divina; aderirà per sempre al Bene supremo e immutabile, in una abbraccio perfetto e senza timore di perderlo mai.    

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