"Pronto ad ascoltare, lento a parlare" (Gc 1,19)

San Giovanni Cassiano (ca 360-435), fondatore di monastero a Marsiglia - La scienza spirituale, cap. IX; SC 54

marzo 15 , 2022
Sii in ogni cosa "pronto ad ascoltare, lento a parlare" (Gc 1,19), per evitare che l'osservazione di Salomone sia vera per te: "Se vedi un uomo veloce a parlare, sappi che c'è più speranza in uno stolto che in lui." (Pr 29:20 LXX) Non presumere di insegnare qualcosa a qualcuno se prima non l'hai praticato tu stesso. Questo è l'ordine che nostro Signore ci insegna a seguire con il suo esempio: "Fece, poi insegnò" (cfr. Atti 1,1), si dice di lui. Attenti, se vi precipitate a insegnare prima di aver fatto pratica, di essere messi tra coloro di cui il Signore dice ai suoi discepoli nel Vangelo: "Legano fardelli pesanti e impossibili e li mettono sulle spalle degli uomini, ma non li muovono con la punta del dito" (Mt 23,4). "Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli". (Mt 5,19) Ma allora, cosa si farà con colui che osa insegnare i molti e più gravi precetti che trascura? Non basta più dire che è l'ultimo nel regno dei cieli; guadagna il primo posto nel tormento dell'inferno. Attenzione, quindi, a non essere indotti a insegnare agli altri dall'esempio di alcuni. Hanno acquisito un'abilità nel discorso, una facilità di parola che sembra sgorgare dalla fonte; e poiché sanno dissertare elegantemente e abbondantemente su qualsiasi argomento di loro gradimento, passano per possedere una conoscenza spirituale agli occhi di coloro che non hanno imparato a discernerne il vero carattere. Ma è ben altra cosa avere una certa facilità di parola e brillantezza nel discorso, o entrare nel cuore e nel midollo delle parole celesti, e contemplarne con lo sguardo più puro del cuore i misteri profondi e nascosti. Ciò non sarà ottenuto dalla scienza umana, né dalla cultura del mondo, ma solo dalla purezza dell'anima, attraverso l'illuminazione dello Spirito Santo.     

Cesare Zini

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Domenica 16 luglio 1961 si spegneva a Traversetolo Cesare Zini, una delle figure più caratteristiche del nostro paese. Nato a Traversetolo il 20 novembre 1888 da Torquato di Giacomo e da Ferlini Elvira, si era unito in matrimonio a Ventoso di Scandiano, nel 1919, con Mattioli Carmelita. Sin da ragazzo dimostrò amore vivissimo per la musica al cui studio, così come per la cultura, si dedicò come autodidatta. Dopo la morte del padre, già vicedirettore...

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