«Qual è il più grande comandamento?»

San Roberto Bellamino (1542-1621), gesuita, vescovo e dottore della Chiesa - Trattato « Elevazione della mente a Dio », Grad. 1 (trad. dal breviario – 17 Settembre)

ottobre 25 , 2020
Che cosa comandi, Signore, ai tuoi servi? «Prendete, dici, il mio giogo sopra di voi». E qual è il tuo giogo? « Il mio giogo, dici, è dolce e il mio carico leggero » Chi non porterà molto volentieri un giogo che non stringe, ma accarezza, e un peso che non opprime, ma solleva? Perciò giustamente hai aggiunto: «E troverete ristoro per le vostre anime » (Mt 11, 29). E quale è questo tuo giogo che non affatica, ma riposa? Sicuramente il primo e più grande comandamento: « Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore ». Che cosa vi è di più facile, di più soave e dolce, che amare la bontà, la bellezza e l'amore? E tutto questo sei tu, Signore mio Dio.       E tu arrivi perfino a promettere un premio a quelli che osservano le tue leggi, pur essendo queste già per se stesse più preziose di molto oro e più dolci di un favo di miele? (Sal 18, 11) Si, prometti veramente un premio, e un premio grandissimo, secondo la parola del tuo apostolo Giacomo: « Il Signore ha promesso la corona della vita a quelli che lo amano» (1, 12). (...) E come dice san Paolo, seguendo Isaia: « Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in un cuore di uomo queste ha preparato Dio per coloro che lo amano » (1 Cor 2, 9).       Sì è veramente grande la ricompensa per l'osservanza dei tuoi comandamenti. Quel primo e più grande comandamento è vantaggioso per l'uomo che obbedisce, non per Dio che comanda; e anche ogni altro comandamento di Dio perfeziona colui che obbedisce, lo eleva, lo istruisce, lo illumina infine lo rende buono e beato. Perciò, se hai saggezza, comprendi che sei creato per la gloria di Dio e per la tua eterna salvezza. Questo è il tuo fine, questo il centro della tua anima, questo il tesoro del tuo cuore. Se raggiungerai questo fine sarai beato, se ti allontanerai da esso sarai infelice.    

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La storia del “Bollettino” o “Giornalino”, come dir si voglia, ha avuto inizio nel nostro paese nel lontano 1924. Don Varesi aveva infatti, il primo di gennaio di quell’anno, dato inizio alla sua pubblicazione a stampa, per Traversetolo, sperando nelle offerte dei parrocchiani per poterlo mantenere. Nel corso dell’anno però le spese superarono le entrate per cui Don Varesi pensò di rendere il Bollettino “Interparrocchiale”,...

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