"Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!"

San Leone Magno (? - ca 461), papa e dottore della Chiesa - Discorso 95, 2-3: PL 54, 461-462

marzo 04 , 2019
Quando Gesù dice: "Beati i poveri in spirito" (Mt 5,3), ci mostra che il Regno dei cieli sarà dato più all'umiltà del cuore che all'assenza di ricchezze. Non c'è da dubitare tuttavia che i poveri ottengano questo bene più facilmente che i ricchi, poiché la povertà rende i primi più propensi alla bontà, mentre la ricchezza porta i secondi più all'arroganza. Eppure molti ricchi possiedono uno spirito che mette l'abbondanza al servizio non del loro prestigio, ma di molte opere di bene. Per loro il più gran guadagno è quello che spendono per sollevare la miseria e la pena altrui. L'umiltà del cuore è dunque data a uomini di ogni condizione. Si può essere uguali in rapporto alla disposizione d'animo senza esserlo in rapporto alla fortuna. Qualunque sia la disuguaglianza in quanto ai beni terrestri, non c'è distanza fra coloro che sono uguali a livello di beni spirituali. Dunque, beata la povertà che non desidera aumentare le sue ricchezze di quaggiù, ma aspira ad arricchirsi di beni celesti.    

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