"Riceverai la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti"

Sant'Agostino (354-430), vescovo d'Ippona (Africa del Nord) e dottore della Chiesa - Esposizione sul salmo 121 (Nuova Biblioteca Agostiniana)

novembre 06 , 2017
Grande la forza dell'amore! E questo amore è la nostra forza, al segno che, se non fossimo radicati in esso, a nulla ci varrebbero tutte le altre risorse che potessimo avere. Dice l'Apostolo: "Se io parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, e non avessi amore, non sarei che un bronzo risonante, o un cembalo squillante" (1 Cor 13,1). E aggiunge una cosa sensazionale: "E se anche sbocconcellassi a favore dei poveri tutto quello che ho, e dessi il mio corpo per essere arso, e non avessi amore, non ne avrei alcun giovamento" (vs 3). Si abbia invece la carità, essa sola. E se non si trova alcunché da distribuire ai poveri, si dia loro l'amore: si dia magari un bicchiere d'acqua fresca (Mt 10,42). Si otterrà la stessa ricompensa di Zaccheo che donò ai poveri la metà del suo patrimonio ( Lc 19,8). Perché questo? L'uno ha dato così poco, l'altro così tanto; perché al primo la [stessa] ricompensa? Sicuro! la stessa. Differenti erano in effetti le disponibilità, ma non differente la carità... Dice il salmista: "Andremo nella casa del Signore" (Sal 121,4). Controllate dunque se davvero camminiamo, poiché non si cammina con i piedi ma con gli affetti. Controllate se camminiamo. Ciascuno di voi si esamini sul proprio comportamento verso i santi poveri, verso i fratelli bisognosi, sul comportamento verso il bisognoso e il mendicante. Veda un po' ciascuno se il suo cuore non sia troppo angusto...«Chiedete le cose che contribuiscono alla pace di Gerusalemme» (vs 6). Ma quali cose contribuiscono a questa pace? «E l'abbondanza per coloro che ti amano» (Volg), dice rivolgendo il discorso direttamente a Gerusalemme. «Per chi la ama c'è l'abbondanza»: un'abbondanza dove prima c'era scarsità. Qui infatti si è nella penuria, là nell'abbondanza; qui si è deboli, là robusti; qui poveri, là ricchi. Ma come avranno fatto [gli amici di Gerusalemme] per diventare ricchi? Hanno dato quaggiù ciò che avevano ricevuto da Dio per un uso temporaneo e di là hanno ricevuto i beni che Dio ha promesso per l'eternità. Miei fratelli, anche i ricchi in questo mondo sono poveri! Buon per il ricco se si riconoscerà povero! Se al contrario si considerasse colmo [di beni], sarebbe gonfiezza, non pienezza, la sua. Si riconosca vuoto, per poter così essere riempito. Cos'ha infatti adesso? Dell'oro. Cosa non ha ancora raggiunto? La vita eterna. Osservi ciò che possiede e rifletta su quel che gli manca. Fratelli, dia agli altri attingendo a ciò che possiede, se gli sta a cuore ottenere ciò che ancora non possiede.     

Don Giovanni Reverberi

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La bella fotografia che qui presentiamo, risale al 1903: un’immagine preziosa che documenta il funerale di don Giovanni Reverberi sacerdote della Chiesa di S. Lorenzo in Guardasone. Figlio di Luigi Reverberi e Margherita Zanettini, Giovanni nacque a Guardasone il 26 settembre 1843, nono di undici figli. Da uno dei fratelli, Battista, discende la famiglia dell’attuale parroco di Traversetolo don Giancarlo Reverberi. Don Giovanni Reverberi dal 1869 fu Cappellano...

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