Sant’Andrea, apostolo del mondo greco

Benedetto XVI, papa dal 2005 al 2013 - Udienza generale del 14/06/06 (© Libreria Editrice Vaticana)

novembre 30 , 2017
La prima caratteristica che colpisce in Andrea è il nome: non è ebraico, come ci si sarebbe aspettato, ma greco, segno non trascurabile di una certa apertura culturale della sua famiglia... A Gerusalemme, poco prima della Passione erano venuti nella città santa anche alcuni Greci... venuti per adorare il Dio di Israele nella festa della Pasqua. Andrea e Filippo, i due apostoli con nomi greci, servono come interpreti e mediatori di questo piccolo gruppo di Greci presso Gesù... Gesù dice ai due discepoli e, per loro tramite, al mondo greco: “E’ giunta l’ora che sia glorificato il Figlio dell’uomo. In verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,23-24). Che cosa significano queste parole in questo contesto? Gesù vuole dire: Sì, l’incontro tra me ed i Greci avrà luogo, ma non come semplice e breve colloquio tra me ed alcune persone, spinte soprattutto dalla curiosità. Con la mia morte, paragonabile alla caduta in terra di un chicco di grano, giungerà l’ora della mia glorificazione. Dalla mia morte sulla croce verrà la grande fecondità: il “chicco di grano morto” – simbolo di me crocifisso – diventerà nella risurrezione pane di vita per il mondo; sarà luce per i popoli e le culture... In altre parole, Gesù profetizza la Chiesa dei greci, la Chiesa dei pagani, la Chiesa del mondo come frutto della sua Pasqua. Tradizioni molto antiche vedono in Andrea... l’apostolo dei Greci negli anni che succedettero alla Pentecoste; ci fanno sapere che nel resto della sua vita egli fu annunciatore e interprete di Gesù per il mondo greco. Pietro, suo fratello, da Gerusalemme attraverso Antiochia giunse a Roma per esercitarvi la sua missione universale; Andrea fu invece l’apostolo del mondo greco: essi appaiono così in vita e in morte come veri fratelli – una fratellanza che si esprime simbolicamente nello speciale rapporto delle Sedi di Roma e di Costantinopoli, Chiese veramente sorelle.    

La famiglia: un riflesso vivente della Trinità

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Papa Francesco, in La gioia dell’amore, riflette sulla Trinità e sulla famiglia. Scrive: “La Trinità è Padre, Figlio e Spirito d’amore. Dio è comunione d’amore e la famiglia è il suo riflesso vivente.” [11] Ma come possono le nostre famiglie, con tutte le loro imperfezioni e le loro sfide, essere un riflesso vivente della Trinità? Papa Francesco riconosce che le famiglie non cadono dal cielo perfettamente...

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