Santi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Ut unum sint, 19 (© Libreria Editrice Vaticana)

febbraio 14 , 2017
La dottrina deve essere presentata in un modo che la renda comprensibile a coloro ai quali Dio stesso la destina. Nell'Epistola enciclica Slavorum apostoli, ricordavo come Cirillo e Metodio, per questo stesso motivo, si adoperassero a tradurre le nozioni della Bibbia e i concetti della teologia greca in un contesto di esperienze storiche e di pensiero molto diversi.       Essi volevano che l'unica parola di Dio fosse « resa così accessibile secondo le forme espressive, proprie di ciascuna civiltà ». Compresero di non poter dunque « imporre ai popoli assegnati alla loro predicazione neppure l'indiscutibile superiorità della lingua greca e della cultura bizantina, o gli usi e i comportamenti della società più progredita, in cui essi erano cresciuti ». Essi mettevano così in atto quella « perfetta comunione nell'amore [che] preserva la Chiesa da qualsiasi forma di particolarismo o di esclusivismo etnico o di pregiudizio razziale, come da ogni alterigia nazionalistica ».    

Pregiudizi di classe sociale

Close

Traversetolo agli inizi del Novecento era luogo di villeggiatura: il “fresco” della campagna, il paesaggio verdeggiante con le sue colline attiravano dalla città molti “villeggianti” che qui si costruivano le loro “amene” residenze. Economicamente, per il paese, ciò era proficuo: si trattava di persone molto benestanti dell’aristocrazia di Parma, alcuni anche “titolati” e, nel borgo, i “signori” erano tenuti di...

Continua...





Avvisi e Comunicazioni

Concerto "Lodi d'agosto"
30 agosto, domenica Leggi