Santi Cirillo e Metodio, apostoli degli slavi, apostoli dell’unità

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Omelia del 15/02/85; copyright © Libreria Editrice Vaticana

febbraio 14 , 2020
La grande missione di entrambi i fratelli terminò con la morte di Metodio, nell’anno 885; il fratello Costantino-Cirillo era già morto sedici anni prima qui a Roma. A questi due grandi apostoli l’eterno Pastore ha affidato l’opera del Vangelo tra gli slavi. Essi sono diventati i primi evangelizzatori dei popoli che abitano la parte orientale e quella meridionale dell’Europa. Sono diventati i padri della loro fede e della loro cultura. (...) Verso la metà del IX secolo e nel periodo immediatamente successivo si avvicinava il momento della maturazione politica e culturale della grande compagine dei popoli slavi, il loro ingresso da protagonisti nella convivenza internazionale, nel sistema subentrato all’antico impero romano. Era, purtroppo, anche il momento in cui l’antica civiltà si spezzava e si frantumava, e le tensioni tra Oriente e Occidente si trasformavano in divisioni e, presto, in separazioni. Gli slavi entrarono nella scena del mondo, collocandosi fra queste due parti e, nel tempo successivo, sperimentarono su loro stessi i tragici effetti dello scisma; furono anch’essi divisi, come diviso era allora il mondo europeo. Tanto più, pertanto, dobbiamo ammirare la chiaroveggenza spirituale dei due santi fratelli, i quali decisero coraggiosamente di costruire un ponte ideale là dove il mondo ad essi contemporaneo scavava invece fossati di separazione e di lacerazione. “Cirillo e Metodio - ho scritto nella lettera apostolica del 31 dicembre 1980, con la quale li proclamavo celesti patroni di tutta l’Europa - svolsero il loro servizio missionario in unione sia con la Chiesa di Costantinopoli, dalla quale erano stati mandati, sia con la Sede romana di Pietro, dalla quale furono confermati, manifestando in questo modo l’unità della Chiesa che, durante il periodo della loro vita e della loro attività, non era colpita dalla sventura della divisione fra l’Oriente e l’Occidente, nonostante le gravi tensioni, che, in quel tempo, segnarono le relazioni fra Roma e Costantinopoli”.    

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