Santi Timoteo e Tito, successori degli apostoli

Benedetto XVI, papa dal 2005 al 2013 - Udienza del 03/05/2006 (© copyright Libreria Editrice Vaticana)

gennaio 26 , 2017
La comunità, nata dall'annuncio evangelico, si riconosce convocata dalla parola di coloro che per primi hanno fatto esperienza del Signore e da Lui sono stati inviati. Essa sa di poter contare sulla guida dei Dodici, come anche su quella di coloro che essi via via si associano come successori nel ministero della Parola e nel servizio alla comunione. Di conseguenza, la comunità si sente impegnata a trasmettere ad altri la «lieta notizia» della presenza attuale del Signore e del suo mistero pasquale, operante nello Spirito. Lo si vede ben evidenziato in alcuni passi dell'epistolario paolino: «Vi ho trasmesso quello che anch'io ho ricevuto» (1 Cor 15,3). E questo è importante. San Paolo, si sa, originariamente chiamato da Cristo con una vocazione personale, è un vero Apostolo e tuttavia anche per lui conta fondamentalmente la fedeltà a quanto ha ricevuto. Egli non voleva «inventare» un nuovo cristianesimo, per così dire, «paolino». Insiste perciò: «Vi ho trasmesso quello che anch'io ho ricevuto». Ha trasmesso il dono iniziale che viene dal Signore ed è la verità che salva. Poi, verso la fine della vita, scrive a Timoteo: «Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito Santo che abita in noi» (2 Tm 1,14). Lo mostra con efficacia anche questa antica testimonianza della fede cristiana, scritta da Tertulliano verso l'anno 200: «(Gli Apostoli) sul principio affermarono la fede in Gesù Cristo e stabilirono Chiese per la Giudea e subito dopo, sparsi per il mondo, annunziarono la medesima dottrina e una medesima fede alle nazioni e quindi fondarono Chiese presso ogni città. Da queste poi le altre Chiese mutuarono la propaggine della loro fede e i semi della dottrina, e continuamente la mutuano per essere appunto Chiese. In questa maniera anche esse sono ritenute apostoliche come discendenza delle Chiese degli apostoli».    

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tratte dalla Cronaca di don Pietro Coruzzi Festa di Sant’AntonioOggi 17 gennaio 1922 nevischia con freddo intenso. Oggi si è celebrata in questa Chiesa la festa di Sant’Antonio abate con intervento immenso di popolo convenuto da ogni parte dei dintorni e con intervento del Concerto bandistico di Traversetolo che ha suonato alla Processione e un adagio in Chiesa durante la Benedizione col Venerabile.Per avere il Concerto si sono fatti...

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