Santo dubbio del discepolo Tommaso

Sant'Antonio di Padova (ca 1195 – 1231), francescano, dottore della Chiesa - Domenica dell'ottava di Pasqua

luglio 03 , 2020
Tommaso disse ai dodici: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò" (Gv 20,25) Tommaso significa "abisso", perché a causa del suo dubbio ha ottenuto una conoscenza più profonda ed è diventato più forte nella fede. (…) Non fu per caso ma per disposizione divina che Tommaso era assente e non volle credere a quanto gli dicevano. Ammirabile disegno! Santo dubbio del discepolo! "Se non vedo nelle sue mani", dice. Voleva vedere riedificata la tenda di cui Amos aveva detto: "In quel giorno rialzerò la capanna di Davide, che è caduta; ne riparerò le brecce, ne rialzerò le rovine" (Am 9,11). Davide indica la divinità; la tenda, il corpo stesso di Cristo nel quale prese dimora, come in una tenda, la divinità, caduta, annientata dalla morte e Passione. Le brecce dei muri indicano le piaghe delle mani, dei piedi e del costato. Sono le piaghe che il Signore ha riedificato con la sua risurrezione. E' riguardo a loro che Tommaso dice: "Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò". Il Signore comprensivo non volle lasciare nel dubbio il discepolo sincero che sarebbe diventato un vaso d'elezione. Tolse dunque dal suo spirito, con un gesto di bontà, la nebbia del dubbio, come tolse a Paolo l'accecamento dell'infedeltà. "Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente! Rispose Tommaso: "Mio Signore e mio Dio!"" (Gv 20,27-28).     

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