Santo Stefano, il primo a seguire le orme di Cristo

San Cesario di Arles (470-543), monaco e vescovo - Discorsi al popolo, n° 37; SC 243, 233

dicembre 26 , 2018
“Cristo patì per noi, lasciandovi un esempio, perché ne seguiate le orme” (1 Pt 2,21). Quale esempio del Signore dovremo seguire? È forse quello di risuscitare i morti? Quello di camminare sul mare? No assolutamente, bensì di essere miti e umili di cuore (Mt 11,29), e di amare non soltanto i nostri amici, ma anche i nostri nemici (Mt 5,44). “Perché ne seguiate le orme”, scrive san Pietro. Il beato evangelista Giovanni dice lo stesso: “Chi dice di dimorare in Cristo, deve comportarsi come lui si è comportato” (1 Gv 2,6). Come Cristo si è comportato? Sulla croce ha pregato per i suoi nemici, dicendo: “Padre perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,34). Hanno infatti perso il senno e sono posseduti da uno spirito malvagio, e mentre ci perseguitano, soffrono da parte del diavolo una più grande persecuzione. Per questo dobbiamo pregare per la loro liberazione più che per la loro condanna. Questo appunto ha fatto il beato Stefano, il quale per primo ha seguito gloriosamente le orme di Cristo. Infatti, mentre era colpito da una sassaiola di pietre, ha pregato in piedi per se stesso; poi, inginocchiatosi, ha gridato con tutte le sue forze per i suoi nemici: “Signore Gesù Cristo, non imputar loro questo peccato” (At 7,60). Dunque, se riteniamo che non siamo capaci di imitare il nostro Signore, imitiamo almeno colui che era, come noi, il suo servo.    

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