"Sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole"

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Commento al vangelo di Giovanni, 2, 193 ss; SC 120, 339

dicembre 19 , 2018
In noi, la voce e la parola sono due cose diverse; la voce infatti può farsi sentire senza portare senso, cioè senza parola; e la parola può ugualmente essere trasmessa allo spirito senza voce, come nel percorso del nostro pensiero. Allo stesso modo, poiché il Salvatore è Parola..., Giovanni differisce da lui, essendo voce mentre Cristo è Parola. Questo risponde Giovanni a coloro che gli chiedono chi egli sia: "Io sono voce di uno che grida nel deserto 'Preparate la via del Signore'" (Gv 1,23). Forse per questo motivo, perché cioè ha dubitato della nascita di questa voce che avrebbe dovuto rivelare la Parola di Dio, Zaccaria perse la voce, mentre la ritrovò quando nacque questa voce che è il precursore della Parola (Lc 1,64). Infatti perché lo spirito possa afferrare la parola designata dalla voce, occorre ascoltare la voce. Anche per questo motivo, con la data di nascita Giovanni è più vecchio di Cristo; percepiamo infatti la voce prima della parola. In questi termini Giovanni indica Cristo, perché con una voce la Parola è manifestata. Cristo è anche battezzato da Giovanni, che confessa di avere bisogno di essere battezzato da lui (Mt 3,14)... In breve, quando Giovanni designa Cristo, un uomo designa Dio, Salvatore incorporeo; una voce designa la Parola...    

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