"Se non ti laverò, non avrai parte con me"

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Commento su Giovanni, § 32, 25-35.77-83; SC 385, 199

aprile 09 , 2020
“Gesù sapendo che il Padre gli aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio ritornava, si alzò di tavola”. Ciò che non era prima nelle mani di Gesù è rimesso dal Padre nelle sue mani: non certe cose solamente, ma tutte. Davide aveva detto: “Oracolo del Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi” (Sal 109,1). I nemici di Gesù facevano parte infatti di quel ‘tutto’ che suo Padre gli donava. (...) A causa di coloro che si erano allontanati da Dio, si è allontanato da Dio colui che per natura non vuole uscire dal Padre. È uscito da Dio affinché quanto si era allontanato da lui tornasse con lui, cioè nelle sue mani, presso Dio, secondo il suo disegno eterno. (...) Cosa dunque faceva Gesù lavando i piedi dei suoi discepoli? Lavandoli e asciugandoli con l’asciugatoio di cui si era cinto, Gesù non rendeva forse i loro piedi belli, per il momento in cui avrebbero avuto da annunciare la buona novella? Allora si compì, secondo me, la parola profetica: “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunzi” (Is 52,7; Rm 10,15). Eppure se, lavando i piedi dei suoi discepoli, Gesù li rende belli, come esprimere la bellezza vera di coloro che egli immerge interamente nello “Spirito Santo e nel fuoco” (Mt 3,11)? I piedi degli apostoli sono divenuti belli affinché (...) possano porre il piede sulla strada santa e camminare in colui che ha detto: “Io sono la via” (Gv 14,6). Infatti chi ha avuto i piedi lavati da Gesù, e lui solo, segue quella via vivente che conduce al Padre; quella via non ha posto per i piedi sporchi. (...) Per seguire quella via vivente e spirituale (Eb 10,20) (...), occorre avere i piedi lavati da Gesù che ha deposto le vesti (...) per prendere nel suo corpo l’impurità dei loro piedi con quell’asciugatoio che era il suo solo vestito, perché “si è addossato i nostri dolori” (Is 53,4).    

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