"Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce" (Mt 16,24)

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca benedettina - L'araldo del divino Amore, Libro III, SC 143

agosto 30 , 2020
Siccome Gertrude pregava per una persona poiché con pena aveva appreso che aveva pronunciato parole d'impazienza, chiedendo perché Dio le mandava prove non fatte per lei, il Signore disse: "Chiedile quali sono le prove fatte per lei e dille che, dato che è impossibile entrare nel regno dei cieli senza qualche prova, ella scelga pure le prove fatte per lei e quando queste verranno che conservi la pazienza". Queste parole del Signore le fecero comprendere che la forma di impazienza più pericolosa è pensare che si sarebbe pazienti in altre occasioni, ma che è impossibile in quelle che Dio ci manda, mentre al contrario si deve sempre essere sicuri che ciò che Dio ci manda è più vantaggioso per noi e che, se si manca di pazienza nel sopportarlo, bisogna fare un atto d'umiltà. E il Signore aggiunse con tenerezza amorosa: "E a te che te ne pare, per quanto ti riguarda? Non mi capita di mandarti prove che non sono fatte per te?" Ella disse: "Mai, mio Dio, ma confesso e confesserò fino all'ultimo respiro che, si tratti del corpo o dell'anima, e sia della prosperità che dell'avversità, mi avete trattata in modo sempre perfetto che non si potrebbe sperare da alcuna sapienza di nessun tempo, dall'inizio del mondo alla fine, se non da Voi, mio Dio, infinitamente dolce, unica Sapienza increata, spiegata da un confine all'altro con forza, che governa con bontà eccellente ogni cosa." (cf. Sap 8,1)    

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