Sereno anno nuovo!

Con l’augurio che possiamo ritrovarci più forti affinché, come dice il Papa, non ci rinchiudiamo in noi stessi, ma ci apriamo facendo maggiore attenzione verso l’altro, verso il prossimo

gennaio 10 , 2020

Sono trascorsi 7 anni dal mio giungere a Traversetolo e, ringraziando il Signore, anche all’inizio di questo nuovo anno 2020, con affetto e vicinanza, voglio porgere a tutti voi un augurio di bene e di voglia di farsi prossimo.

La nostra Nuova Parrocchia è ormai una realtà consolidata che opera con costanza per il bene comune: giovani, famiglie con ragazzi da crescere, anziani, persone in difficoltà.

È una Comunità viva e solidale per la presenza e l’operato sia della Parrocchia che delle Associazioni presenti nel territorio. Come in ogni realtà anche nella nostra non mancano i problemi, le situazioni precarie e le difficoltà dovute alle contingenze attuali; ma confidando nella buona volontà dei più è auspicabile che il nuovo anno possa appianare ogni malumore specie alla luce della speranza in Cristo.

Anche se l’affluenza alle celebrazioni in Chiesa non comprende la totalità dei cristiani, è altrettanto vero che il legame ai principi del cristianesimo è presente nella maggioranza della popolazione buona e rispettosa del prossimo.

Come parrocchia cerchiamo in diversi modi di essere vicini alla popolazione anche se le cose da fare sono tante e il parroco è solo uno. Presto inizieranno le benedizioni pasquali e ci sarà così modo di conoscere sempre meglio le singole realtà e di aprire nuove vie per un dialogo più personale ed aperto.

Con l’occasione degli auguri aggiungo un ringraziamento per tutti coloro che hanno aiutato, aiutano e aiuteranno, spero, col loro volontariato la nostra Chiesa, prestando lavoro, impegno, offerte e dedizione sia per i lavori di manutenzione sia per l’accoglienza e l’aiuto a chi è in difficoltà, sia a chi opera per i giovani nel catechismo e nelle attività formative.

La Chiesa è di tutti e per tutti, ma per vivere la sua missione ha bisogno d’essere sentita e vissuta come una famiglia dove c’è posto per molti, e c’è spazio per condividere amore e gratuità. Potrei aggiungere anche qualche consiglio per poter più serenamente iniziare un nuovo anno, ma, in proposito, dedico a tutti la lettura dell’augurio per l’anno 1932 scritto da Don Varesi ai suoi amati Traversetolesi. Lettera conservata nell’archivio parrocchiale. Sono trascorsi tanti anni ma l’amore di un sacerdote per i suoi fedeli rimane identico.

Buon anno!

Volete che il 1932 sia felice? (Volete che il 2020 sia felice?)

Ebbene allora non perdetevi nelle fantasticherie d’un avvenire ignorato, ma applicatevi a cominciare bene ed a ben finire ogni giorno: ad ogni dì basta la sua fatica! Moderate i vostri desideri; calmate quella “fame idiota di felicità” di cui parla il poeta. Insieme col soave Francesco di Sales dite senza bugia: “Io desidero poco, e il poco che desidero, lo desidero poco”. Non vi lamentate dei vostri tempi! Se son cattivi, chiedete che cosa voi abbiate fatto nel vostro paese, nella vostra parrocchia, in casa vostra per “renderli migliori”.

Se vi addolorano molti mali, consolatevi con il riflettere a tutti i mali che non avete e quanti ve ne mancano ancora perché sia colma la misura di quelli che possono abbattersi sopra d’un uomo. Non imitate i fanciulli: un nulla li consola perché un nulla li affligge. Attingete nel bene che fate o fate fare, la gioia inestimabile del giusto; conservate del male che fate o fate fare un malessere sanguinante che vi spinga, senza sfuggita, verso la penitenza e l’emendazione.

Sopportate voi stessi: nulla più impedisce d’esser buono cogli altri che di trovarsi in rabbia con se medesimi. Se siete urtati dai difetti di vostro padre, di vostra madre, di vostra moglie, di vostro figlio, del vostro vicino o di qualsiasi altro, esaminate anzitutto voi stessi; riflettete bene se non avete nulla di simile da rimproverarvi.

Chiunque voi siate e in qualunque occorrenza, rammentate che la bontà del cuore è vittoriosa di nemici quasi invincibili; fate del bene e lasciate dire. Allora sì che voi sarete lietamente valorosi! Ridete invece di piangere: quando si ride di un ostacolo, è già a mezzo superato.

E finalmente, quando avrete fatto il bene fino a notte fonda, ricominciate il domani coll’aurora: sopra una buona azione bisogna metterne un’altra come si mette una tegola sopra un’altra perché la pioggia non si infiltri. Ubbidite a questi consigli colti sulla bocca dei savi e dei santi. Fedeli alla vostra coscienza, alla Chiesa, alla patria; l’anno nuovo sarà felice.

San Lorenzo in Guardasone

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La chiesa di san Lorenzo di Guardasone si trova alla sommità del monte Oca. La sua edificazione in questo luogo avvenne nella seconda metà del Cinquecento, dopo che Ottavio Farnese, nel corso della guerra contro il duca d’Este il cui esercito si era barricato in Guardasone, distrusse sia il castello che la Guardiola. Il primo documento che attesta  la presenza di due chiese, una rovinata e l’altra da poco...

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