"Si rallegrino il deserto e la terra arida, esulti e fiorisca la steppa" (Is 35,1)

Beato Guerrico d'Igny (ca 1080-1157), abate cistercense - 4° discorso per l'Avvento, SC 166, p. 135

dicembre 09 , 2018
" Voce di uno che grida nel deserto: preparate la via del Signore!" Fratelli, occorre riflettere sulla grazia della solitudine, sulla beatitudine del deserto, il quale fin dall'inizio dell'era della salvezza ha meritato di essere consacrato al riposo dei santi. Certo, il deserto è stato santificato per noi dalla voce del profeta, dalla voce di colui che gridava nel deserto, predicandovi e donandovi il battesimo di conversione. Prima di lui, già i più grandi profeti hanno sempre considerato la solitudine un'amica, in quanto collaboratrice dello Spirito. Tuttavia, una grazia di santificazione incomparabilmente più eccellente è stata legata a questo luogo quando Gesù vi andò dopo Giovanni (Mt 4, 1). È andato nel deserto per quaranta giorni come per purificare e consacrare questo luogo a una vita nuova; ha vinto il despota che lo abitava..., e ciò, non tanto per lui ma per coloro che dopo di lui avrebbero abitato nel deserto... Aspetta dunque nel deserto colui che ti salverà dalla paura e dalla tempesta. Qualunque siano le lotte che avrai, le privazioni che soffrirai, non tornare in Egitto. Il deserto ti nutrirà meglio della manna... Gesù ha digiunato nel deserto, ma spesse volte ha nutrito la folla che lo seguiva, e in modo stupendo... Proprio nel momento in cui penserai che da molto tempo ti ha abbandonato, verrà a consolarti, poiché non ha dimenticato la sua bontà, e dirà: "Mi ricordo di te, dell'affetto della tua giovinezza, dell'amore al tempo del tuo fidanzamento, quando mi seguivi nel deserto" (Ger 2, 2). Il Signore farà un paradiso di delizie dal tuo deserto; e tu proclamerai, come il profeta, che a lui è stata data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Sàron (Is 35, 2)... Allora, dalla tua anima saziata, zampillerà l'inno della tua lode: "Sia glorificato il Signore per la sua misericordia, per i suoi prodigi a favore degli uomini; poiché saziò il desiderio dell'assetato, e l'affamato ricolmò di beni" (Sal 107, 8-9).    

San Nicolò in Cazzola

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Le origini medioevali della chiesa di Cazzola sono ancora visibili nella struttura architettonica della parte absidale esterna, a conci regolari e con archetti ciechi a decoro della fascia terminale. Le prime testimonianze inerenti la presenza di un edificio sacro risalgono al 1230. La chiesa è infatti  ricordata tra le cappelle del pievato di Traversetolo nel Capitulum Decimarum Omnium Ecclesiarum del 1230. Ancora nelle decime del 1299 viene...

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