"Si solleverà popolo contro popolo"

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Messaggio ai cattolici dell’Austria, giugno 1982 (© Libreria Editrice Vaticana)

novembre 28 , 2017
Di fronte ai molti pericoli e alle minacce contro l’esistenza dell’umanità, i cristiani lottano con tutta la forza della loro speranza, in unione con tutti gli uomini di buona volontà, per un avvenire più sicuro, degno di essere vissuto. Inoltre, non ci anima soltanto una speranza terrena, ma anche e sopra tutto quella speranza che viene dalla fede, il cui fondamento e il cui scopo sono in definitiva Dio stesso: Dio che, in Cristo Gesù, ha detto il suo sì definitivo all’uomo. Con la sua croce e la sua risurrezione, Cristo ha vinto ogni sofferenza e ogni calamità del mondo, divenendo per tutti noi il segno della speranza. La speranza è una virtù divina; è fondamentalmente un dono che otterrete già nel presente... a forza di pregare Dio con gli altri e per gli altri... Noi cristiani abbiamo anche il dovere di manifestare pubblicamente la nostra speranza e di condividerla con gli altri. Con le nostre parole ed opere, ricche di speranza, aiuteremo gli altri a vincere la paura di vivere, la rassegnazione e l’indifferenza, e a fidarsi di Dio e degli uomini. Come discepoli di Cristo..., offrirete all’uomo di oggi, circondato da mille minacce e pieno di confusione, la parola e la speranza che rendono liberi.    

Buon Anno

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L’augurio che sotto riportiamo risale al 1933, ed è il parroco di Traversetolo, don Varesi ad inviarlo ai suoi parrocchiani. Sono trascorsi ben 85 anni, ma, leggendolo, sembra scritto solo ieri. La ricetta per un mondo migliore è la stessa da tantissimi anni, ma chi la mette in pratica? Buon Anno! Volete che il 1933 sia felice ...? Ebbene allora non perdetevi nelle fantasticherie d’un avveni- re ignorato, ma...

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