Siamo venuti ad adorarlo

Epifania del Signore

gennaio 06 , 2022

La madre, che protegge il bambino con la sua tenerezza e la sua compassione, lo aiuta a far emergere la fiducia, a sperimentare che il mondo è un luogo buono che lo accoglie, e questo permette di sviluppare un’autostima che favorisce la capacità di intimità e l’empatia. La figura paterna, d’altra parte, aiuta a percepire i limiti della realtà e si caratterizza maggiormente per l’orientamento, per l’uscita verso il mondo più ampio e ricco di sfide, per l’invito allo sforzo e alla lotta. Un padre con una chiara e felice identità maschile, che a sua volta unisca nel suo tratto verso la moglie l’affetto e l’accoglienza, è tanto necessario quanto le cure materne. Vi sono ruoli e compiti flessibili, che si adattano alle circostanze concrete di ogni famiglia, ma la presenza chiara e ben definita delle due figure, femminile e maschile, crea l’ambiente più adatto alla maturazione del bambino.

(Amoris laetitia, 175)

La Parola del Signore
…è ascoltata

Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: “E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele”». Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese

.…è meditata

Fermezza e costanza: sono impossibili senza sacrifici, ma è proprio qui che nasce la gioia indicibile della contemplazione di Gesù’ che si rivela a noi e all’intera umanità’. Anche i Re Magi, persone molto colte, ma al tempo stesso disposte a mettersi in gioco, nel vedere la stella, sono stati inondati da questi due sentimenti, pur perfettamente consapevoli di aver lasciato ogni sicurezza e ogni agio per mettersi sulle tracce del figlio di Dio. Essi affrontano pericoli senza mai arrendersi, compiendo di fatto tre azioni: cercare, capire ed allargare i propri orizzonti. E siamo chiamati anche noi, come i Re Magi, ad allargare i nostri orizzonti, pur consapevoli di dover affrontare i nostri limiti e mancanze per diventare uomini e donne migliori, senza arrendersi, senza mai perdere la speranza, anche quando tutto sembra non vada per il verso giusto, anche quando abbiamo l’impressione che tutto sia inutile. Rallegriamoci invece per il fatto che Dio, nella sua infinita misericordia, ci rivela in tanti modi la vera luce, Cristo, Salvatore del mondo, perché chi cerca dio con sincerità’, lo trova. Sempre.

…è pregata

O perfettissimi adoratori del neonato Messia, Santi Magi, veri modelli del cristiano coraggio, che nulla vi sgomento del gravoso viaggio e che prontamente al segno della stella seguiste le divine aspirazioni, ottenete a noi tutti la grazia che a vostra imitazione s’abbia sempre di andare a Gesù Cristo e di adorarlo con viva fede, quando entriamo nella sua casa e gli offriamo continuamente l’oro della carità, l’incenso dell’orazione, la mirra della penitenza e non decliniamo mai dalla strada della santità, che Gesù ci ha insegnato così bene col proprio esempio, prima ancora che con i propri insegnamenti. Così sia.

…mi impegna

Ripenso alle mie relazioni, dove mi sembra di aver ceduto alla falsità e decido di camminare più decisamente sulle vie dell’autenticità alla continua ricerca di Gesù.

Comunità in cammino

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