"Signore, insegnaci a pregare"

Omelia del 5o secolo sulla preghiera - Attribuita a torto a San Giovanni Crisostomo; PG 64,461

ottobre 11 , 2017
Il bene supremo è la preghiera, conversare familiarmente con Dio. E' relazione a Dio e unione con lui. Come gli occhi del corpo sono illuminati alla vista della luce, così l'anima che tende a Dio è illuminata dalla sua ineffabile luce. La preghiera non è effetto di un'attitudine esteriore, al contrario, viene dal cuore. Non si limita a delle ore o momenti determinati, è in continua attività, di notte come di giorno. Non accontentiamoci di orientare il pensiero a Dio solo quando si pensa alla preghiera; piuttosto, mentre facciamo altre cose che ci prendono - come la cura dei poveri o altro in vista di un'opera buona e utile - , è bene che ci sia anche il desiderio e il ricordo di Dio, per offrire al Signore dell'universo un cibo dolcissimo, condito col sale dell'amore di Dio. possiamo trarne un grande vantaggio, durante la vita, se consacriamo a ciò buona parte del nostro tempo. La preghiera è la luce dell'anima, la vera conoscenza di Dio, la mediatrice fra Dio e gli uomini. Per essa l'anima si eleva al cielo e raggiunge Dio con un abbraccio inesprimibile. Come un neonato verso la mamma, ella grida a Dio piangendo, assetata di latte divino. Esprime i suoi desideri profondi e riceve dei doni che superano tutto quanto si può vedere nella natura. La preghiera, con la quale ci presentiamo rispettosamente di fronte a Dio, è la gioia del cuore e il riposo dell'anima.    

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Le letture del giorno secondo il calendario liturgico.

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