"Simone di Giovanni, mi vuoi bene?"

San Giovanni Paolo II (1920-2005), papa - Omelia, Parigi, 30 maggio 1980 (© Libreria Editrice Vaticana)

maggio 18 , 2018
Nell'ora della prova Pietro ha rinnegato il suo maestro tre volte. E la sua voce tremava nel rispondere: «Signore, tu lo sai che ti amo» (Gv 21,15). Tuttavia, egli non ha risposto: «Eppure, Signore, ti ho deluso», ma: «Signore, tu lo sai che ti amo». Dicendo questo, egli sapeva già che Cristo è la pietra angolare sulla quale, nonostante ogni debolezza umana, può crescere in lui, Pietro, questa costruzione che avrà la forma dell'amore. Attraverso tutte le situazioni e tutte le prove. Fino alla fine. Per questo egli scriverà un giorno...«anche voi venivate impiegati come pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Gesù Cristo» (1Pt 2,5). Tutto questo non significa nient'altro che rispondere sempre e costantemente, con tenacia e in maniera conseguente, a quest'unica domanda: Ami tu? Mi ami tu? Mi ami di più? Questa risposta, ossia questo amore, è ciò che fa di noi «la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato...» (1Pt 2,9). È ciò che ci permette di proclamare le opere meravigliose di colui che ci «ha chiamati dalle tenebre alla sua ammirabile luce» (1Pt 2,9). Tutto questo Pietro lo ha saputo nell'assoluta certezza della sua fede. E tutto questo egli lo sa, e continua a confessarlo anche nei suoi successori.    

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