"Su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa"

Beato John Henry Newman (1801-1890), Cardinale, fondatore di una comunità religiosa, teologo - Discorsi su Soggetti del Giorno, n. 6, "Faith and Experience", 2.4

agosto 08 , 2019
Era una volta fonte di perplessità per i credenti, come leggiamo nei salmi e nei profeti, vedere che i malvagi riuscivano lì dove i servi di Dio sembravano fallire. E' così al tempo del Vangelo. Eppure la Chiesa ha lo speciale privilegio, che non possiede alcun altra religione, di sapere che, essendo stata fondata alla prima venuta di Cristo, non scomparirà prima del suo ritorno. Tuttavia, in ogni generazione, ella sembra soccombere, mentre i nemici trionfano. La lotta fra la Chiesa e il mondo ha questo di particolare: sembra sempre che il mondo la travolga; ma è lei poi che vince. I nemici trionfano costantemente, dicendola vinta; i membri perdono spesso la speranza. Ma la Chiesa resta (...). I regni si sfasciano e sono distrutti; le nazioni si spandono e si riducono; le dinastie cominciano e finiscono; i principi nascono e muoiono; le coalizioni, i partiti, le leghe, i mestieri, le corporazioni, le istituzioni, le filosofie, le sette e le eresie si fanno e si disfanno. Hanno il loro tempo, la Chiesa è eterna. E tuttavia, nel loro tempo, quelli sembrano avere una grande importanza. (...) In questo momento, molte cose mettono alla prova la nostra fede. Non vediamo l'avvenire; non vediamo che ciò che adesso sembra riuscire e vantarsi non durerà a lungo. Oggi vediamo filosofie, sette e gruppi diffondersi, fiorenti. La Chesa appare povera e impotente (...). Preghiamo Dio, perché ci istruisca: abbiamo bisogno che ci ammaestri lui, siamo proprio ciechi. Una volta, quando le parole di Cristo li avevano messi alla prova, gli apostoli gli hanno detto: "Aumenta la nostra fede" (Lc 17,5). Andiamo a lui sinceramente: non ci conosciamo; abbiamo bisogno della sua grazia. Qualunque sia la perplessità che il mondo ci mette (...), andiamo a lui con spirito puro e sincero. Chiediamogli umilmente di mostrarci ciò che non capiamo, di cambiare il nostro cuore ostinato, e di darci di amarlo e ubbidirlo lealmente nella nostra ricerca.    

S. Venceslao, duca di Boemia e martire (907-935)...

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S. Venceslao San Venceslao Duca di Boemia e martire (memoria facoltativa)   ...

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