"Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguire Gesù lodando Dio"

San Gregorio Magno (ca 540-604), papa, dottore della Chiesa - Omelia 2 sul Vangelo: PL 76, 1081

novembre 19 , 2018
Il nostro Redentore, prevedendo che i discepoli sarebbero stati turbati dalla sua Passione, annuncia loro in anticipo sia le sofferenze della sua Passione sia la gloria della sua risurrezione (Lc 18,31-33). Così vedendolo morire come egli aveva annunciato loro, non avrebbero dubitato della sua risurrezione. Ma presi ancora nella nostra condizione carnale, i discepoli non potevano capire queste parole che annunciavano il mistero (vs 34). Allora succede il miracolo: sotto i loro occhi un cieco ritrova la vista, affinché coloro che erano incapaci di capire le parole del mistero soprannaturale fossero sostenuti nella loro fede dalla vista di un atto soprannaturale. Dobbiamo infatti posare un doppio sguardo sui miracoli del nostro Salvatore e Maestro: sono contemporaneamente dei fatti che occorre accogliere come tali, e dei segni che rinviano ad altro... Così dal punto di vista storico, non sappiamo nulla di chi era questo cieco. Sappiamo invece chi viene accennato in modo nascosto. Questo cieco è il genere umano scacciato dalla gioia del Paradiso, nella persona del suo primo padre, e che, non avendo nessuna conoscenza della luce divina, è condannato a vivere nelle tenebre. Eppure la presenza del suo Redentore lo illumina: comincia a vedere le gioie della luce interiore e, desiderandole, può posare il piede sul cammino di vita delle buone opere.    

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