Tendere a Dio

Santa Gertrude di Helfta (1256-1301), monaca bendettina - L'Araldo del Divino Amore, libro III, SC 143

ottobre 08 , 2019
Una volta Gertrude, preoccupata interiormente di non poter provare un desiderio tanto grande come converrebe alla gloria di Dio, ricevette questa spiegazione divina che Dio è pienamente soddisfatto quando l'uomo è nella volontà d'avere possibilmente i più grandi desideri, anche se non può fare di più; quanto grandi desidera averli, così sono davanti a Dio. Dio trova più delizia a restare in un cuore pieno del desiderio di voler avere il desiderio che non l'uomo nella fioritura delle più belle primavere. Un'altra volta, a causa della malattia, ella era stata meno attenta a Dio; quando prese coscienza di questa colpa, si mise a confessare al Signore la negligenza con pia umiltà. E poché temeva di dover sopportare un lungo periodo prima di ritrovare le dolcezze della presenza divina di un tempo, all'improvviso, in un istante, sentì che la bontà di Dio si chinava verso di lei per un abbraccio pieno d'amore, con queste parole: "Figlia mia, tu sei sempre con me, e tutto ciò che è mio è tuo". Con questa risposta comprese che, sebbene l'uomo per la sua fragilità di natura omette a volte di tendere a Dio, questi tuttavia nella sua bontà misericordiosa non smette di considerare le nostre opere degne di ricompensa eterna, purché solamente non ci allontaniamo deliberatamente da lui e non ci pentiamo spesso di tutto quanto la coscienza ci rimprovera.    

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