“Ti fidanzerò con me nella fedeltà” (Os 2,22)

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Omelie sulla Genesi, n° 10,2

luglio 02 , 2022
"Rebecca scese alla sorgente, riempì l'anfora e risalì", ci dice la Scrittura (Gen 24,16). Ogni giorno Rebecca andava al pozzo. Ogni giorno attingeva l’acqua. E poiché ogni giorno passava del tempo presso il pozzo, il servo di Abramo ha potuto trovarla e darla in sposa a Isacco. Pensi forse che si tratta di un racconto o di una bella storia riportata dallo Spirito Santo nella Scrittura? No, si tratta in verità di un insegnamento spirituale, di un’istruzione data alla tua anima perché impari ad andare ogni giorno al pozzo delle Scritture, all’acqua dello Spirito Santo, per attingervi senza stancarsi e riportare un vaso ben pieno. Così faceva la santa Rebecca; se avesse fatto in altro modo, non avrebbe potuto sposare il grande patriarca Isacco. (…) Insomma, tutto quanto contiene la Scrittura è simbolico: il Cristo vuol sposare anche te. A te si rivolge con la promessa dei profeti, quando dice: “Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella benevolenza e nell'amore, e tu conoscerai il Signore” (Os 2,21ss). Volendoti fidanzare a lui, Cristo t’invia un servo, la parola ispirata. Non puoi sposare Cristo senza averla accolta. (…) Solo coloro che sanno attingere in abbondanza l’acqua dalle profondità del pozzo (…), che hanno un’anima che fa tutto con pazienza, che è interamente disponibile, che si impegna ad andare nel più profondo per attingere l’acqua della conoscenza, solo quest’anima può conoscere le nozze con Cristo.     

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