"Un mendicante giaceva alla sua porta"

San Gregorio Nazianzeno (330-390), vescovo, dottore della Chiesa - Discorsi, 14, 38-40 PG 35, 907-910

marzo 01 , 2018
“Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5,7). La misericordia non ha l’ultimo posto nelle beatitudini: “Beato l’uomo che ha cura del misero e del povero” e parimenti: “Felice l’uomo pietoso che dà in prestito”. In un altro luogo si legge ancora: “Il giusto ha sempre compassione e dà in prestito” (Sal 72,13; 112,5; 37,26). Conquistiamo la benedizione, facciamo in modo di essere comprensivi, cerchiamo di essere benevoli. Neppure la notte sospenda i tuoi doveri di misericordia. Non dire: “Ritorna domani e ti darò aiuto” (Pr 3,28). Nessun intervallo si interponga fra il tuo proposito e l’opera di beneficenza... “Spezza il tuo pane all’affamato e introduci i poveri e i senza tetto in casa tua” (Is 58,7) e questo con animo lieto e premuroso; infatti “chi fa opere di misericordia, dice l’Apostolo, le compia con gioia” (Rm 12,8) e la grazia del beneficio che rechi ti sarà allora duplicata dalla sollecitudine e tempestività. Ciò che si dona con animo triste e per costrizione non riesce gradito e non ha nulla di simpatico. Quando pratichiamo le opere di misericordia, dobbiamo essere lieti e non piangere... “Allora la tua luce sorgerà come l’aurora e la tua ferita si rimarginerà presto” (Is 58,8). E chi è che non desideri la luce e la sanità?... Perciò o servi di Cristo, suoi fratelli e coeredi (Gal 4,7), finché ci è dato di farlo, visitiamo Cristo, curiamo Cristo, alimentiamo Cristo, vestiamo Cristo, ospitiamo Cristo, onoriamo Cristo (cfr Mt 25,31). E non solo con la nostra tavola, come alcuni hanno fatto, né solo con gli unguenti, come Maria Maddalena, né soltanto con la sepoltura, come Nicodemo... e neppure infine con l’oro, l’incenso e la mirra, come fecero i magi. Ma poiché il Signore di tutti vuole “la misericordia e non il sacrificio” (Mt 9,13) e poiché la misericordia vale più di “migliaia di grassi agnelli” (Mi 6,7), offriamoglela appunto nei poveri e in coloro che oggi sono avviliti fino a terra. Così, quando ce ne andremo di qui, verremo accolti “negli eterni tabernacoli” (Lc 16,9) nella comunione con Cristo Signore.    

San Michele Arcangelo in Sivizzano

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Le notizie attorno alla chiesa di Sivizzano sono scarsissime, tuttavia la sua dedicazione a San Michele, santo sovente ricordato nelle prime consacrazioni longobarde, indurrebbe a supporre un’epoca di origine molto antica. Della sua presenza però si viene a conoscenza solamente attraverso le decime del 1230. Nel Capitulum Decimarum, all’interno del pievato di san Martino di Traversetolo, si trascrive Capelle de Sivizzano. Stranamente, nel...

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