Una luce è sorta

Giovedì dopo l'Epifania

gennaio 07 , 2021

La Parola del Signore

…è ascoltata

In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:

«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».

Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino». Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.

…è meditata

È come un’esplosione di luce questo inizio della tua missione pubblica, arriva dopo giorni e giorni di preparazione che mi hanno concentrato sul mistero della tua venuta nel mondo, della tua incarnazione e di ciò che significa per noi. Lo scenario di questo inizio è un territorio malfamato, ai confini della Palestina, abitato da un mescolio di popoli, razze e culture, ma anche di culti e pratiche idolatriche ed esoteriche. Tu parti dalla periferia del tuo mondo, ma è proprio questo che avevano annunciato i profeti: i popoli delle terre più lontane, sovrastate dalle tenebre del male, alle quali i loro occhi erano ormai abituati, avrebbero visto una grande luce. A loro per primi è dedicato l’annuncio della vicinanza del Regno, non solo vicinanza nel tempo ma prossimità, compagnia umana, gesto che cura le malattie umane della mente, del corpo e dello spirito. È la corretta conseguenza di ciò che hai vissuto all’inizio: farsi carne per avvicinare ogni carne, la più ferita e fragile, nascere nella solitudine di chi non ha posto per avvicinare ogni sperduto e disorientato di questo mondo.

…è pregata

Rivolgi anche a me Signore, il tuo invito a convertirmi, a tornare a ciò che sono per te, a ricominciare daccapo. Annuncia ancora anche per me la “buona notizia” che sei tu che vieni a cercarmi alle periferie in cui mi capita di fuggire. Guarisci i malesseri della mente e dell’anima, sana il corpo martoriato dalle cattive abitudini e rialzami dalle tenebre in cui a volte posso giacere.

…mi impegna

Considero ciò che offusca la mia anima, i luoghi fisici e virtuali in cui mi alieno e fuggo dalla realtà di ogni giorno, alle piccole o grandi dipendenze che mi incatenano alle solite abitudini che non mi aiutano. Scelgo quale presentare al Signore, quale sottoporre al tocco caldo della sua mano, alla sua parola che libera e sana.

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