"Và e anche tu fà lo stesso"

Origene (ca 185-253), sacerdote e teologo - Commento al Cantico dei Cantici, prologo 2, 26-31 (cfr SC 375)

ottobre 09 , 2017
Sta scritto: "Amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio" (1 Gv 4,7) e poco dopo "Dio è amore" (v. 8). In questo modo si manifesta sia che Dio stesso è amore sia che colui che è di Dio è amore. Ora, chi è di Dio se non colui che dice: "Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo"? (Gv 16,28) Se Dio Padre è amore, anche il Figlio è amore...; il Padre e il Figlio sono uno e non differsono in nulla. Ecco perché Cristo a buon diritto è chiamato Amore, come, allo stesso titolo, Sapienza, Potenza, Giustizia, Verbo e Verità... E perché Dio è amore e il Figlio che è di Dio è amore, esige in noi qualcosa di simile a lui, di modo che per questo amore, questa carità, che è nel Cristo Gesù..., siamo uniti a lui con una specie di legame di parentela grazie a questo nome. Come diceva Paolo, che gli era unito: "Né potenze, né altezza né profondità, né alcun'altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore" (Rm 8,39). Ora l'amore di carità valuta ogni uomo come nostro prossimo. E' per questa ragione che il Salvatore ha ripreso un uomo che credeva che l'anima giusta non è tenuta ad osservare le leggi della condizione del prossimo verso tutti... Ha composto la parabola che dice: "Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappo' nei briganti". Biasima il sacerdote e il levita, che vedendolo mezzo morto sono passati oltre, ma rende omaggio al samaritano che ha praticato la misericordia. E si fa confermare che quest'ultimo è stato il prossimo dell'uomo ferito dalla risposta di quello stesso che gli aveva posto la domanda e gli dice: "Và e anche tu fà lo stesso". Per natura, infatti, siamo tutti prossimo gli uni degli altri, ma per le opere di carità, chi puà far del bene si fa prossimo di chi non lo può. Perciò il nostro Salvatore si è fatto nostro prossimo e non è passato oltre quando giacevamo "mezzi morti" in seguito alle "ferite dei briganti".    

\"Chiamò a sé quelli che egli...

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Il santo Sinodo, sull'esempio del Concilio Vaticano primo, insegna e dichiara che Gesù Cristo, pastore eterno, ha edificato la santa Chiesa e ha mandato gli apostoli, come egli stesso era stato mandato dal Padre, e ha voluto che i loro successori, cioè i vescovi, fossero nella sua Chiesa pastori fino alla fine dei secoli. Affinché poi lo stesso episcopato fosse uno e indiviso, prepose agli altri apostoli il beato Pietro e in lui stabilì il principio e il...

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