“Venite alle nozze”

San Nerses Snorhali (1102-1173), patriarca armeno - Gesù, Figlio unico del Padre, §683-687; SC 203

agosto 23 , 2018
Alle nozze divine che il Padre ha preparate per te, Figlio unico, la voce dei tuoi servi ha chiamato anche me, perché mi rallegri in gioie ineffabili, già quaggiù nel mistero del tuo altare e un giorno lassù nella città celeste (Ap 21,2ss) in una gioia eterna, inesprimibile e immutabile. Ma poiché non ho l’abito splendido, degno della sala delle nozze, dato che ho sporcato quello della fontana sacra del battesimo coi brutti peccati dell’anima, Signore infinito…, rivestimi ancora una volta di te (cfr Gal 3,27), e rendi lo splendore di una volta al mio primo abito ora macchiato. Affinché non senta la tua voce, Signore, pronunciare il nome di “amico” con l’espressione di pietà, e non sia come lui gettato per sempre nell’abisso.    

Povere perpetue

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Fino a non molti anni fa i preti che non avevano con loro i familiari, tenevano presso di sé in canoni-ca, per le faccende domestiche, una “perpetua”: per antonomasia, dal personaggio omonimo dei Promessi Sposi, la donna di servizio di un sacerdote.L’aveva pure nel 1906 il parroco di Vignale don Luigi Zazzi (parroco a Vignale dal 2/7/1885 al 12/3/1907). Tre anni or sono – si legge sul giornale La Giovane Montagna dell’ottobre 1906 –...

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