Il giusto, cioè chi nel battesimo ha rivestito l'uomo nuovo creato nella giustizia e vive di fede, in quanto giusto, e della luce che gli porta il sacramento dell'illuminazione. Più vive della fede, più vive la vera vita soprannaturale, più realizza in lui la perfezione dell'adozione divina. Considerate bene l'espressione: ‘Ex fide’. Cosa vuol dire esattamente? Che la fede deve essere radice di tutte le nostre azioni, di tutta la vita. Ci sono anime che vivono "con la fede": ‘Cum fide’. Hanno la fede, e non si può negare che la praticano; ma si ricordano della loro fede solo in certe occasioni. (…)
Ma quando la fede è viva, forte, ardente, quando si vive di fede, cioè quando ci si comporta in tutto con i principi della fede, quando la fede è la radice di tutte le nostre azioni, il principio interiore di ogni attività, allora diventiamo forti e stabili, nonostante difficoltà, contrarietà, tentazioni. Perché? Perché con la fede giudichiamo e consideriamo ogni cosa come Dio la vede, la giudica, la considera: partecipiamo all'infallibilità, immutabilità, stabilità divina.
Non è altro di quanto ha detto nostro Signore. "Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica - è questo "vivere di fede" -, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde". Perché, aggiunge di seguito Gesù, "era fondata sopra la roccia" (Mt 7,27).