Bollettino..., giornalino..., e dintorni

La storia del “Bollettino” o “Giornalino”, come dir si voglia, ha avuto inizio nel nostro paese nel lontano 1924. Don Varesi aveva infatti, il primo di gennaio di quell’anno, dato inizio alla sua pubblicazione a stampa, per Traversetolo, sperando nelle offerte dei parrocchiani per poterlo mantenere. Nel corso dell’anno però le spese superarono le entrate per cui Don Varesi pensò di rendere il Bollettino “Interparrocchiale”, cioè estendere le notizie e comprendere tutte le frazioni del Comune. Il bollettino però diveniva a pagamento: lo si poteva acquistare mese per mese o in abbonamento. L’operazione non portò grandi entrate, ma almeno si colmarono le spese vive e così il giornalino poté uscire per lunghi anni. L’iniziativa venne proseguita da don Affolti che, però, si appoggiava ad altre riviste all’interno delle quali si inseriva una o più pagine per Traversetolo. La tradizione di un giornale per il paese riprese con don Alberto, ma ebbe vita breve, sempre per i costi, e proseguì con don Aldino che aveva optato per un pieghevole nel quale inserire riflessioni e gli eventi più importanti avvenuti in parrocchia.

Tornando però ai guai di don Varesi, convinto dell’utilità del Bollettino, ma senza mezzi per poterlo sostenere, pubblichiamo di seguito la piacevole “pubblicità” con la quale si apriva il promo numero del giornalino interparrocchiale del gennaio 1925. Si tratta di una poesiola in dialetto composta, qua- si sicuramente, da don Pietro Scarica, all’epoca sacerdote in Mamiano dove svolse la sua missione dal 1902 al 1958. Il testo vuol essere un invito a tutti i parrocchiani all’acquisto del Bollettino: utile per informazioni, formativo per gli articoli e le riflessioni contenute.

PRESENTAZION
Fè bon occ con gran favour
o car noster bon lettour
a ste noster Bolletein
chl’è fatt tutt per voster bein.
Una volta in tutt i meis
lù l’andrà in ti paes,
in t’il vili chì d’al Cmon
a portar i penser bon
del Vangeli ed Noster Sgnour
tutt bontà e tutt amour.
E a vedrì, se a sì puntual
a comprar ste bon giornal,
che tant cosi impararì
veri e santi, a val digh mi.
Aiutà la stampa bonna
che sarà ‘na gran fortonna
pril famii e la civiltà
e per tutt la società.
Ed intant con gran vrità,
senza far parzialità
a tutt v’augur un bob ann
, senza frevi né malann;
ma ricolem darasson
d’ogni sorta ed bendizion!
d. P.





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