Buon Anno

L’augurio che sotto riportiamo risale al 1933, ed è il parroco di Traversetolo, don Varesi ad inviarlo ai suoi parrocchiani. Sono trascorsi ben 85 anni, ma, leggendolo, sembra scritto solo ieri. La ricetta per un mondo migliore è la stessa da tantissimi anni, ma chi la mette in pratica?

Buon Anno!
Volete che il 1933 sia felice ...?

Ebbene allora non perdetevi nelle fantasticherie d’un avveni- re ignorato, ma applicatevi a cominciar bene ed a ben finire ogni giorno: ad ogni dì basta la sua fatica! Moderate i vostri desideri; calmate quella “fame idiota di felicità” di cui parla il poeta. Insieme col soave Francesco di Sales dite senza bugia: “io desidero poco, e il poco che desidero, lo desidero poco”.

Non vi lamentate dei vostri tempi! Se son cattivi, chiedete che cosa voi abbiate fatto nel vostro paese, nella vostra parrocchia in casa vostra per “renderli migliori”. Se vi addolorano molti mali, consolatevi con il riflettere a tutti i mali che non avete e quanti ve ne mancano ancora perché sia colma la misura di quelli che possono abbattersi sopra d’un uomo ... non imitate i fanciulli: un nulla li consola perché un nulla li affligge. Attingete, nel bene che fate o fate fare, la gioia ine- stimabile del giusto: conservate, del male che fate o fate fare o permettete, un malessere sanguinante che vi spinga, senza sfuggita, verso la penitenza e l’emendazione.

Sopportate voi stessi: nulla più impedisce d’esser buono cogli altri che di trovarsi in rabbia con se medesimi. Se siete urtati dai difetti di vostro padre, di vostra madre, di vostra moglie, di vostro figlio, del vostro vicino o di qualsiasi altro, esaminate anzitutto voi stessi; riflettete bene se non avete nulla di simile da rimproverarvi.

Chiunque voi siate e in qualunque occorrenza, rammentate che la bontà del cuore è vittoriosa di nemici quasi invincibili; fate del bene e lasciate dire. Allora sì che voi sarete lietamente valorosi! ... Ridete invece di piangere: quando si ride di un ostacolo, è già a mezzo superato. E finalmente, quando avrete fatto il bene fin a notte fonda, ricominciate il domani coll’aurora: sopra una buona azione bisogna metterne un’altra come si mette una tegola sopra un’altra perché la pioggia non si infiltri.

Ubbidite a questi consigli colti sulla bocca di savi e dei santi. Fedeli alla vostra coscienza, alla Chiesa, alla patria, l’anno nuovo sarà felice.

Il vostro parroco





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