Vita tranquilla per i sacerdoti di campagna?

Forse molti pensano che la vita dei sacerdoti di campagna fosse anticamente piuttosto tranquilla: piccole parrocchie, solite funzioni, vitto assicurato, tanti fedeli, nessun pericolo. Ma non era così.

Di quanto potesse essere difficoltosa ne rende esempio il racconto riportato nella Cronaca lasciata da don Coruzzi, parroco in Bannone dal 19071949, che riporta in luce episodi del passato:

“il Molto Reverendo Don Francesco Orsini Priore di Bannone, persona degna, sacerdote integerrimo, parroco zelante benvoluto dai parrocchiani, quindi è escluso avesse o potesse avere dei veri nemici tra i suoi figliocci, tutti del resto buona gente. Un giorno essendosi recato a Tortiano per assistere ad un funerale nel ritorno, quando già il sole era tramontato e la sera inoltrata, come si trovò in un bosco che esisteva a poca distanza dalla sua residenza di Bannone e precisamente dove ora esiste la casa civile e rustica detta Chiarole, ora di proprietà degli eredi del Sig. Galloni Aristide di Parma, fu affrontato da due sconosciuti e mascherati, pare che sbucassero dal folto del bosco, i quali gli fermarono il cavallo (Don Orsini usava cavalcare, ché allora non vi erano ancora in questi luoghi strade carrozzabili, e gli ingiunsero di consegnare il denaro, pena la vita. Il Don Francesco Orsini non si smarrì, e rivolto ai due malandrini li esortò ad allontanarsi, o meglio ad abbandonare le briglie del cavallo, tanto che potesse egli discendere e accontentarli con quel poco che teneva. Fu obbedito, e come vide il cavallo libero, lo spronò fortemente e così di corsa poté sottrarsi ai ladri. Giunto a casa, sembrava festante d’averla fatta a quei manigoldi, ciò nonostante l’impressione che vi aveva ricevuto lo agitava continuamente, anzi aumentava sempre di giorno in giorno fino a diventare timore e per dirla con un’espressione popolare, una paura maledetta, tanto che si ammalò di malattia non di carattere determinato e così trascinò la vita per alcuni anni (non molti) e passò a miglior vita. Tutti convinti, anche i parenti, che la causa fosse quella”.

Don Francesco Orsini morì effettivamente ancora molto giovane, non ancora sessantenne, il 24 settembre 1826. Nell’atto di morte, trascritto da don Valla, all’epoca sacerdote in Traversetolo, si sottolinea la lunga malattia che lo aveva reso quasi inabile e condotto alla morte. Venne sepolto nel cimitero presso la Chiesa di Bannone.





© Sonia Moroni La riproduzione dei contenuti di questo sito, senza il consenso dell'autore è proibita.
La citazione è consentita solo indicando fonte ed autore del testo
Hai trovato interessante questo articolo? Desideri approfondire i fatti narrati? Hai un argomento in particolare che vorresti fosse trattato? Vuoi contribuire alla ricerca storica mettendo a disposizione le tue conoscenze o il tuo materiale documentale? Contattaci!

SS. Silvestro e Donnino in Castione Baratti

Close

La chiesa di Castione dei Baratti conserva una doppia titolazione:  san Silvestro vescovo e san Donnino martire, a testimonianza dell’esistenza di due diversi luoghi di culto. Il primo, più antico, risalente all’alto Medioevo, con titolazione a san Donnino; il secondo, sorto in epoca più recente  in relazione con l’espandersi del nuovo centro abitato di Castione, dedicato a san Silvestro.  La chiesa primitiva era quella...

Continua...





Avvisi e Comunicazioni