1918: cento anni fa la “Spagnola” colpiva Traversetolo

L'influenza spagnola, altrimenti conosciuta come la grande influenza o epidemia spagnola, fu una pandemia influenzale, insolitamente mortale, che fra il 1918 e il 1920 uccise decine di milioni di persone nel mondo. Essa arrivò ad infettare circa 500 milioni di persone in tutto il mondo provocandone il decesso di 50 - 100 milioni (dal tre al cinque per cento della popolazione mondiale dell'epoca). La letalità le valse la definizione di più grave forma di pandemia della storia dell'umanità: ha infatti causato più vittime della terribile peste nera del XIV secolo.

Anche il Comune di Traversetolo, e il paese in particolare, venne duramente colpito. Don Varesi, nella sua Cronaca, così racconta il tristissimo evento: “Ai dolori della guerra in quest’anno (1918) si aggiunsero quelli di una vera epidemia, detta “spagnola”, che i medici definirono “peste pneumonica”. Nonostante le più rigorose precauzioni comandate ed eseguite, il male fece la sua strage anche a Traversetolo. Il Parroco naturalmente si riservò la cura e l’assistenza degli appestati, ed era come fuggito dai parrocchiani sani; anzi più d’una volta gli toccò di vedersi solo al letto dei morenti, perché anche i familiari avevano paura dell’infezione. I morti si associavano alla chiesa ma dal solo parroco e da pochissimi indispensabili pel servizio; poi la chiesa doveva essere disinfettata ogni volta. Detta infezione cominciò in Parrocchia nella prima metà del settembre e durò fino al febbraio dell’anno seguente. Il primo caso di peste colpiva certa Pederzani Adelina in Gennari, di anni 31, abitante in Bocca di Strada, che morì il 18 settembre. […] Il 31 ottobre anche l’arciprete fu colpito dalla peste e assai gravemente per cui nella notte dal 6 al 7 novembre, da un momento all’altro, si attendeva che spirasse dopo aver ricevuto i S. Sacramenti.

Era fraternamente assistito dal medico condotto Dott. Edoardo Cevaschi, il quale chiamò a consulto il Dott. Prof. Folli da Parma ed entrambi disperavano di salvarlo. Ma i parrocchiani unitamente alle Suore confidavano nelle preghiere e specialmente nella intercessione della Beatissima Vergine sotto il titolo di Nostra Signora del Sacro Cuore. Nella sopradetta notte dal 6 al 7 l’arciprete, proprio quando sembrava perduta ogni speranza, ebbe un leggero miglioramento che si riteneva fosse quello della morte; ma invece lentamente progredì, tanto che dopo poco fu dichiarato fuori pericolo. Il 21 novembre, per concessione speciale del Vescovo, poté celebrare la Messa nella sua stanza, così per tutto il tempo di sua convalescenza che durò fino al 15 dicembre. L’affetto che dimostrarono al loro Parroco nell’occasione tanto i Parrocchiani come i suoi Confratelli Sacerdoti, che non mancarono di assisterlo, fu certo superiore ad ogni merito suo”.

La memoria di questa guarigione “miracolosa”, fu inserita negli Annali di N. S. del Sacro Cuore, che si stampavano in Roma nella Chiesa dedicata alla B. V. sotto il detto titolo in Piazza di Spagna, per volontà della Superiora delle Figlie della Croce di Traversetolo, suor Giulia Clara. Per rendere l’idea della virulenza dell’epidemia nel nostro Comune, basta leggere l’elenco dei morti degli anni 1918 e 1919, anno, quest’ultimo, in cui la mortalità si arrestò. Nel 1918, solo a Traversetolo, i morti furono 69 rispetto ai 28 del 1917 (anno di guerra) ed ai 33 del 1919 (di cui 7 morti ancora di spagnola). Un calcolo approssimativo, basato sulle annotazioni di Don Varesi, porta i morti di spagnola in Traversetolo a 22, specialmente bambini e adolescenti. Nel 1918 infatti morirono complessivamente ben 30 fanciulli di età compresa tra la nascita e i 17 anni. A Cazzola i morti nel 1918 furono 8 rispetto ad 1 nel 1917 e 5 nel 1919. A Bannone i defunti nel 1918 furono 18 rispetto ai 14 del 1917 e ai 4 del 1919. A Sivizzano, nel 1918, inizio 1919, il parroco annota 7 morti di spagnola. A Vignale nel 1918 i morti furono 17 rispetto ai 10 del 1917 e ai 13 del 1919. A Mamiano nel 1918 i morti furono 25, rispetto ai 13 del 1917 ed ai 16 del 1919. Meno colpite, in base ai numeri, le frazioni di Castione e Guardasone.





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