Madonna del Monte Bianco

Il 16 luglio 2015, come consuetudine, molti parrocchiani si sono ritrovati a Guardasone per celebrare la Santa Messa nel giorno della festività della Madonna del Carmelo. È questa una delle devozioni più antiche e più amate dalla cristianità, legata alla storia e ai valori spirituali dell’Ordine dei frati della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo (Carmelitani). La festa liturgica fu istituita per commemorare l’apparizione del 16 luglio 1251 a san Simone Stock, all’epoca priore generale dell’ordine carmelitano, durante la quale la Madonna gli consegnò uno scapolare (dal latino scapula, spalla) in tessuto, rivelandogli notevoli privilegi connessi al suo culto.
La cerimonia, come da tradizione, è celebrata presso la Cappella della Madonna di Loreto da molti ricordata come Madonna del Monte Bianco. Questa connotazione, ricorrente nel parlato quotidiano, deriva con ogni probabilità dal toponimo del luogo ove sorge la Cappella: il Monte Bianco, a sua volta così indicato dalla particolarità del terreno calcareo che  mostra, dopo l’aratura, il tipico colore bianco. L’attuale Cappella, posta in Guardasone all’incrocio tra la via dei Ronconi e via Ariatina, risale al 1911, epoca in cui venne interamente ricostruita perché la precedente era ormai in rovina. L’immagine dipinta all’interno, è quella della Madonna di Loreto, opera del pittore Paolo Baratta che la realizzò all’epoca del rifacimento.

Forse alcuni si saranno chiesti il perché della ricorrenza del Carmelo nella Cappella dedicata alla Madonna di Loreto la cui solennità cade il 10 dicembre. Per rispondere abbiamo cercato tra i documenti d’archivio della Chiesa di Guardasone.
La venerazione della Madonna di Loreto in Guardasone ha origini molto antiche che non escludono una particolare invocazione di soccorso miracoloso durante la peste del 1600. In un memoriale datato 1707 ed indirizzato al Vescovo di Parma, la Comunità di Guardasone dichiara che presso la Parrocchiale di San Lorenzo di Guardasone vi è un’immagine di Maria Santissima dipinta in una cappelletta situata sulla strada pubblica sopra l’angolo d’un campo della Chiesa, detto Monte Bianco, d’onde detta immagine sortì il nome della Madonnina di Monte Bianco, alla quale sono state fatte nel 1630 in oggi diverse offerte e limosine non convertendosi mai queste in alcun, benché minimo, ornamento della sacra immagine, alla somma di lire trecento …  la comunità chiedeva quindi di poter investire le offerte a favore della chiesuola, mentre il parroco, Don Michele Angelo Baistrocchi chiedeva l’autorizzazione ad officiare presso la maestà che era tuttavia priva di altare ma dotata di un dipinto dell’immagine miracolosa della Madonna di Loreto.
La Cappella, in origine una semplice maestà, veniva governata da un Custode e amministratore dei beni (nel 1700 il custode è Lazzaro Dall’Orto sostituito poi da Antonio Pizzarelli), ed anche se non risulta eretta una Confraternita della Beata Vergine di Loreto, ebbe comunque, verso la fine del 1700, un Rettore: Don Maurizio Pazzoni ed un Massaro: Alessandro Medici, ed i libri contabili furono comunque tenuti presso l’archivio della Chiesa di Guardasone assieme a quelli delle altre tre Confraternite: del SS. Sacramento, del Santo Rosario e della Sacra Cintura. La devozione popolare si mantenne fervida nel tempo e, grazie a piccoli lasciti ed offerte, il culto venne mantenuto vivo attraverso le periodiche celebrazioni in onore della Vergine. Tuttavia col trascorrere del tempo, per l’instabilità del terreno e con l’affievolirsi delle entrate, il piccolo tempietto divenne inagibile. Allora le Confraternite, unite alla Comunità, corsero in soccorso. la  Confraternita della Sacra Cintura, fondata il 1° dicembre del 1651, Rogito del Sig. Nicola Bussetti, presso l’altare della Beata Vergine Maria nella Chiesa di Guardasone, per volontà e richiesta dell’intera comunità, con l’approvazione del reverendo Padre Maestro Fra Filippo Visconti Priore generale dell’Ordine degli Eremitani di S. Agostino e con il consenso del reverendissimo Sig. Vicario Capitolare Generale, vacando la sede episcopale, fu quella più attenta alla cura della Cappella del Monte Bianco. È probabile che la Confraternita della Cintura, rinvigorita nel corso dell’Ottocento, avesse aumentate le celebrazioni presso la Cappella del Monte Bianco per incoraggiare le offerte. Ma tra le numerose celebrazioni in onore della Madonna, con relative processioni, distribuite tra i mesi di giugno, per la Confraternita della Cintura e ottobre per quella del Rosario, non compare la solennità del Carmelo.

L’iniziativa del pellegrinaggio alla Madonna del Monte Bianco ha origine nel 1938; a narrare il fatto è Don Varesi nella sua Cronaca:
1938, 13 giugno (giorno del SS. Cuore Immacolato di Maria). Oggi ebbe luogo per la prima volta un pubblico modesto pellegrinaggio a piedi alla Madonnina di Montebianco a Guardasone. Il pellegrinaggio guidato dal Parroco e dal sacerdote Don Bruno Binini era composto di settanta persone che partirono dal sagrato di questa Chiesa alle 3 del mattino e recitando l’intero Santo Rosario arrivarono lassù alle 4 circa. Nella cappellina sono state celebrate due Sante Messe, l’una alle 4,30 susseguita dal canto delle litanie e benedizione, l’altra alle 5,15. Tutti o quasi i pellegrini fecero la Santa Comunione ed alle 7 eravamo di ritorno. Tutti son rimasti contenti e si augurarono che tale iniziativa si ripeta ogni anno.
Anche se per gli anni successivi Don Varesi non fa cenno del pellegrinaggio, questo si svolse ugualmente ma con la posticipazione del giorno al 16 luglio, forse per la difficoltà di fissare date in tempo di guerra. Tuttavia la motivazione dello lo spostamento della data del pellegrinaggio dal 13 giugno al 16 luglio potrebbe trovare conferma, per gli anni a venire, in un episodio accaduto a Traversetolo nel 1943. È sempre Don Varesi a narrarlo:
16 luglio. È questo un giorno memorando per Traversetolo. Purtroppo il nemico ha fatto un’incursione di notte sui nostri paraggi e nelle ore 3 e 4. Prima delle quattro del mattino eravamo tutti in piedi, vedevamo gli aeroplani rombarci sopra, sentivamo lo scoppio delle bombe poco distanti, temevamo e pregavamo il Signore. Finalmente l’incursione finì e ci siamo informati di quali danni ha recato ed abbiamo saputo che un aeroplano quadrimotore, forse  [il pilota] ferito in combattimento, cadde a terra nei pressi della Cronovilla, e poi abbiamo saputo che a San Polo d’Enza bombardarono la cabina elettrica facendovi pure due vittime. Nell’aeroplano caduto vi sono tre vittime i cui resti furono raccolti e portati nel cimitero di Traversetolo. Sunt lacrimae rerum!. Nonostante l’incursione si è fatto il pellegrinaggio alla Madonna del Montebianco. Si fecero più di 150 comunioni.
L’anno successivo un episodio analogo ma con conseguenze drammatiche avvenne a Guardasone.
Scrive Don Giovanni Barilla (parroco a Guardasone dal 1903 al 1956) nella sua Cronaca: il giorno 16 luglio 1944 la famiglia Pinotti abitante nella frazione di Casecavalli si portava con carro e buoi sulle Coste a prendere il fieno, erano circa le sedici quando un aeroplano passando sul luogo si mise a mitragliare. Le bestie rimasero uccise sul colpo e rimase ferito gravemente il figlio di dodici anni, che morì dopo cinque giorni nell’Ospedale in Traversetolo dove vi si era trasferito una sezione dell’Ospedale di Parma …
Questi episodi vedono coinvolti aerei e piloti e la Madonna di Loreto è Patrona degli Aviatori. Il rapporto che lega la Madonna di Loreto ed il mondo aeronautico risale al 1920, quando venne proclamata "Aeronautarum Patrona" da Papa Benedetto XV .

La tradizione lauretana, relativa al trasporto della Casa di Maria, per mano degli angeli da Nazaret nell'antica Illiria (1291) e di qui nell'antico territorio di Recanati (1294), appariva quanto mai suggestiva per la scelta della Madonna di Loreto quale Patrona dei viaggiatori in aereo.
Poeti e pittori avevano rievocato quel trasporto già nei secoli XVII XVIII, immaginando il volo della casa nazarena come un moderno aviogetto. Sin dal 1912 la Società Aviatori e Aeronauti dell'Aria, con sede a Torino, si era affidata alla protezione della Madonna di Loreto. Pochi anni dopo, verso il 1915, quella società, sotto la presidenza dell'onorevole Carlo Mountù, fece ornare la propria bandiera con l'immagine della Vergine Lauretana. Si legge anche che nel 1915 le mura della Santa Casa furono dipinte nelle carlinghe della XXV Squadriglia, segno di una esplicita devozione verso la Madonna della Casa Volante.
Anche a Guardasone si tiene annualmente la celebrazione della messa per l’aeronautica sempre presso l’oratorio del Monte Bianco. Durante gli ultimi anni del sacerdozio di Don Rotelli il tempietto è stato restaurato a cura dell’Associazione Arma Aeronautica, sezione di Parma, grazie all’impegno del Colonnello Bernardini.





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