Una storia a lieto fine per un lieto anno nuovo

Per iniziare positivamente il nuovo anno, raccontiamo una storia che, anche se sorprendente ai nostri giorni, è veramente accaduta a Traversetolo nel 1800. È una testimonianza di quanto, anche nella miseria, fossero accoglienti e buoni di cuore i traversetolesi (per lo meno alcuni).

I fatti hanno inizio nel settembre del 1869.

In occasione della Sagra del paese, un certo Orlandi Luigi, di professione marionettista, era giunto a Traversetolo ed aveva collocato il suo teatrino in una camera del Caffè, situato in Borgata, gestito da Zanettini Luigi, fu Battista, di anni 46, e dalla moglie Sandrini Catterina. L’Orlandi, originario di Roccabianca, era arrivato in paese da San Prospero portando con sé la moglie ed il figlioletto Ettore di 18 mesi. Terminata la Sagra, il giorno 12 settembre l’Orlandi era ripartito per Calestano chiedendo allo Zanettini di custodire per poco tempo il piccolo Ettore e lasciando in pagamento dell’affido 7 lire con l’impegno di tornare al più presto e promettendo, in caso di ritardo, di versare altre 7 lire al mese per vitto, abiti ed altre necessità.

I mesi passarono e dell’Orlandi non si seppe più nulla. Il piccolo Ettore rimaneva presso la famiglia Zanettini, che già aveva due figli, e pareva dimenticato dai genitori.

Nell’estate del 1870, precisamente il 7 luglio, lo Zanettini si presentò al Sindaco di Traversetolo chiedendo di fare ricerche presso il Comune di Roccabianca affinché si rintracciasse l’Orlandi e lo si richiamasse alle sue responsabilità di padre. La risposta fu sconfortante: dell’Orlandi si erano perse le tracce.

Il povero Zanettini, che nel frattempo aveva cambiato professione ed era ora mugnaio, prese a preoccuparsi veramente: mantenere un altro figlio non era cosa da poco ed Ettore aveva bisogno di tanto data la tenera età. Il Sindaco, Vignali Antonio, per soccorrerlo, lo consigliò di sporgere regolare denuncia ai Reali Carabinieri poi, lui stesso, decise di rivolgersi direttamente al Prefetto, cosa che fece in data 6 ottobre 1870.

Nella comunicazione il Sindaco, riassumeva tutta la storia dell’affido aggiungendo che i coniugi Zanettini hanno trattato il bambino come fosse loro ma ora, perché poveri e scarsi di mezzi, chiedono qualche provvedimento. Essi temono l’abbandono del piccolo perché da Roccabianca era giunta notizia che l’Orlandi, nel mese di maggio, era a Corno Giovine, circondario di Lodi, con le sue marionette, ma poi aveva fatto perdere le sue tracce. Inoltre il Sindaco di Roccabianca aveva comunicato che l’Orlandi aveva l’abitudine di abbandonare la sua prole senza mai più chiederne notizie, ingannando così nutrici e povera gente, promettendo compensi che poi mai elargiva perché tutti i suoi guadagni li dissipava in gozzoviglie.

Un altro inverno si avvicinava e le preoccupazioni dello Zanettini aumentavano; avrebbe potuto consegnare il piccolo all’Ospizio, ma il buon cuore glielo impedì.

Nell’estate seguente il Sindaco tornò a contattare il collega di Roccabianca sperando in buone notizie: se l’Orlandi non si trova, ci si rivolga almeno ai nonni del piccolo Ettore. La risposta fu sconfortante: a Roccabianca viveva il padre dell’Orlandi ma è un uomo miserabilissimo, impotente al lavoro e vive smerciando in giro zolfanelli; quindi ha bisogno più di soccorso che di accollarsi un nipote.

Mentre l’autunno si avvicinava, dal Prefetto, che non aveva sospeso le ricerche, giungeva una sorprendente novità: l’Orlandi risulterebbe trovarsi a Londra. Un’ulteriore lettera confermava poi che l’Orlandi era stato rintracciato e richiamato al suo dovere di padre, ma la situazione non era risolvibile a breve.

Il 24 ottobre 1871 il Sindaco di Turano, circondario di Lodi, informava la Prefettura di Lodi che l’Orlandi era stato fermato; lui stesso gli aveva ingiunto di assolvere ai suoi doveri di padre; ma si era sentito rispondere che le attuali condizioni economiche glielo impedivano, tuttavia sperava in tempi migliori. Nel frattempo si trasferiva a Ombriano, Crema, col resto della famiglia.

Il 13 novembre 1871 dal Comune di Ombriano arrivava una lettera del Sindaco nella quale si comunicava che l’Orlandi non può né pagare le spese di mantenimento del figlio né riprenderselo perché in gravi condizioni economiche. Il debito dell’Orlandi ammontava a 144 lire, stando alla promessa mensile d’affido, ma, date le sue condizioni, si impegnava a risarcire con sole 30 lire e riprendersi il figlio nell’anno seguente.

Il 10 dicembre 1871 si viene a sapere che l’Orlandi si era trasferito nel comune di Vaiano Cremasco, da dove, tramite il Sindaco, spediva le 30 lire a Traversetolo chiedendo notizie di Ettore.

Il Sindaco di Traversetolo rispondeva il 5 gennaio 1872 confermando che la salute di Ettore è ottima, è ben cresciuto mercé le cure che la famiglia Zanettini gli ha prodigate nonostante che il padre suo abbia per tanto tempo trascurato gli obblighi, ma la famiglia, pur poverissima, non gli ha fatto mancare nulla.

Si arrivò così al 4 marzo del 1872 quando da un altro paese del circondario di Crema, Romanengo, perveniva una nuova comunicazione: il Sindaco informava che l’Orlandi il 20 marzo sarà a Parma, all’albergo della Fontana, per ricevere il proprio figlio, rendendosi disponibile a pagare il viaggio allo Zanettini, promettendo inoltre di elargire altre 20 lire in 8 rate.

Il piccolo Ettore, grazie all’impegno e alla generosità della famiglia Zanettini, torna così nella propria famiglia dopo due anni e sette mesi, all’età di quattro anni.

 

Zanettini Luigi era nato a Guardasone il 17 febbraio 1824 da Battista e Musi Vincenza. Il 2 ottobre del 1843 viene iscritto d’ufficio alla leva militare del 1844 dal Podestà del comune di Neviano degli Arduini poiché il suo domicilio legale era a Castione dei Baratti. Il 7 novembre dello stesso 1843 Zanettini comunica il suo trasferimento di domicilio a Traversetolo. Partecipa alla vita civile e militare del paese come componente della Guardia Nazionale. Nel 1849, il 9 aprile, all’ordine della consegna delle armi, restituirà un fucile ed una pistola.

Nel 1859 lo troviamo a Vignale dove svolge l’attività di mugnaio e il 26 giugno mette a disposizione un cavallo di sua proprietà per i trasporti militari.

Sposato con Sandrini Catterina di Giacomo, caffettiera in Traversetolo già nel 1863, Luigi torna a trasferirsi in Borgata dove prende a svolgere l’attività di oste. Il loro locale posto in Borgata, porta l’insegna “Caffe della volta”.

Quando nel 1864 avranno inizio i lavori per la costruzione, sulla strada per Parma, del Ponte sul Masdone, Luigi chiederà licenza al Comune per aprire in luogo, nella casa di Pontirol Battisti, una rivendita di vino al minuto per le esigenze degli operai. In seguito riprenderà la sua attività di mugnaio.

Con Catterina avrà due figli: Ermina Zanettini che sposerà il 24 novembre 1872 Sardi Pio, degli Ospizi di Parma, residente a Vignale; Battista Zanettini che sposerà il 27 aprile 1880 Ferrari Aloisia (Luigia) di Giuseppe e Maria Dall’Orto.





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