La piccola chiesa di San Donnino

Centovent’anni fa, precisamente nel 1901, la comunità di Castione de’ Baratti era in attesa di un importantissimo evento. Nei mesi primaverili si lavorò fervorosamente per poter giungere, verso l’estate, all’annuncio tanto atteso: tutto era pronto per l’inaugurazione del “nuovo Oratorio di San Donnino” presso la località di Orio ¹ .

L’annuncio ufficiale venne esteso alla popolazione e pubblicato su “La Giovane Montagna” il 23 luglio 1901:
“Domenica prossima sarà per il nostro paese giorno di grande esultanza. Finalmente i voti più ardenti del cuore nostro saranno appagati ed avrà luogo l’inaugurazione solenne del nuovo Oratorio eretto sul monte San Donnino in omaggio a Cristo Redentore”.

La cronaca dell’inaugurazione venne sempre riportata sullo stesso giornale ad opera di un corrispondente a firma “P”.

Castione dei Baratti 28 luglio 1901
“Scrivo coll’animo lietamente commosso della bella e cara festa che i Castionesi hanno saputo prepararci oggi, come riuscitissimo esordio delle non poche che ormai verranno susseguendosi nelle nostre montagne per inaugurazioni di monumenti in omaggio a Cristo Redentore.

Il pregevole ricordo costrutto dalla Parrocchia di Castione è un grazioso elegantissimo Oratorio dalla facciata svelta e slanciata, adorna di artistici ornamenti in cemento, che si erge sopra il vicino monte di San Donnino a poca distanza dalla strada comunale che conduce a Bazzano.

È proprio sul groppo di un piccolo monte rivestito di quercioli e d’altre piante silvestri che lo ricoprono di verde ammanto e che fanno spiccare maggiormente la bella costruzione disegnata con vero intelletto d’amore dall’egregio ingegnere Mazzoni di Parma che ha prestato sempre gratuitamente l’opera sua.

Lassù nei tempi passati era l’antica parrocchia di Castione e fra le querce e le roveri annose si trovano ancora le mura diroccate che lo circondano; da oltre due secoli la chiesa venne fabbricata nel luogo attuale nella parte piana del territorio, e lassù le intemperie e gli uomini avevano ridotto gli antichi fabbricati ad un accumulo di sassi.

Oggi quel terreno è ritornato sacro, e certo le ossa degli antichi padri, sepolti secondo la consuetudine d’allora intono alla chiesa, a sentire dopo tanti e tanti anni risuonare di cantici devoti quel luogo sinora deserto e silente, avranno esultato nel sepolcro pensando come nei figli e nei nipoti ancora forte e radicata rimanesse la loro fede.

Fin dalle prime ore del mattino al paesello più che gli altri giorni lindo e pulito, qua e là imbandierato, arrivava la gente dai luoghi vicini; più tardi dall’alto delle case Martelli, donde lentamente discende la strada provinciale, si sentì il primo squillo della Banda Salesiana, che prestò così ottimo ed instancabile servizio per tutta la giornata.

Nella chiesa parrocchiale angusta e ristretta per tanto popolo si vengono facendo i preparativi per la grande processione e verso le dieci essa riesce ad incamminarsi con molte confraternite delle parrocchie vicine; non finisce più tanto è la ressa di popolo; due bandiere vi sovrastano, quella della Società Operaia Cattolica di Traversetolo e del Comitato Parrocchiale di Scurano, accompagnate dai loro Presidenti: Pio Carbognani e da Francesco Rivieri e da buon numero di soci.

Subito dopo, col Presidente dott. Antonio Bertogalli, vengono molti soci del Comitato Parrocchiale di Neviano Arduini che si conoscono facilmente per l’elegante distintivo. Sono i primi vessilli i primi distintivi che hanno sventolato alle libere aure della nostra cara Valle dell’Enza ed anche oggi, mentre la processione lunga veniva svolgendosi, io mi auguravo che presto dalle pievi numerose che rivestono i fianchi delle valli nostre sorgessero le legioni di combattenti ed in mezzo di essi le nuove bandiere perché il cielo è annerito e torbido, rugge il tuono e lo scoppio della guerra è imminente anche quassù ² .

L’attacco alla fede nostra purissima sta per piombare ed i figli di essa sono ancora sparsi e sonnacchiosi non hanno trovato quasi l’ubi consistam, mancano di quell’organizzazione che sola può rendere più facile e più pronta la vittoria contro i nemici del nome cristiano. O San Donnino, martire e soldato, valoroso combattente nel campo delle battaglie, e in quello della fede, dall’alto del tuo monte sul quale oggi salimmo, infondi nel popolo cristiano di questa valle il vigore, l’ardire, la virtù e l’oculatezza necessaria affinché domani nel momento della gran lotta possa trovarsi agguerrito e pronto…

E lentamente si sale alternando le Litanie dei Santi con gli armonici concerti della Banda Salesiana; pittoresco il passaggio del torrente Termina che col bianco grigiastro del suo letto dà un risalto nuovo ai colori variopinti della processione fin qui riposati sul verde dei campi.

E si giunge all’Oratorio la cui spianata è riempita subito e comincia la funzione. Il Comitato fautore è presente nella sua totalità col Sig. Mentore Mazza Presidente; è venuto da Parma anche il Dott. Giuseppe Micheli a renderlo completo. Il Canonico Mercati, pro Vicario Generale, venuto in rappresentanza di Mons. Vescovo, procede alla cerimoni rituale di benedizione, indi pronuncia un elevato discorso di occasione, mostrando l’importanza delle manifestazioni in omaggio a Cristo Redentore, che è via verità e vita, lume e direzione del popolo cristiano nelle contingenze odierne. Elogia vivamente la fede motivata dai buoni Castionesi e prega loro dal Signore le più elette benedizioni. Poi ha luogo la celebrazione della Messa che viene cantata dai giovani dell’oratorio Festivo di San Benedetto in Parma. Nel pomeriggio la popolazione ritornò sul monte per vespri solenni.

Numerosissime le comitive di signori e di popolani venuti dai vari punti dei vicini Comuni, molti i villeggianti di Traversetolo; non occorre dimenticare la presenza di Mons. Pier Grisologo Micheli di Borgo San Donnino che regalò alla Parrocchiale una bellissima reliquia del martire Fidentino e dell’arciprete Don Canetti nostro conterrazzano.

La musica salesiana suonò fino a tarda ora accolta in tutte le principali case del paese con viva simpatia; l’ospitalità di Castione in questa circostanza è stata superiore ad ogni elogio, menzione speciale merita peraltro a questo proposito il sig. Mentore Mazza, il quale come sempre, ha voluto essere anche in questa circostanza pieno di cortesie e gentilezze verso tutti in genere, ma in ispecie verso i moltissimi ospiti suoi; altra lode va data all’operosissimo signor Rettore don Luigi Pesci.

Quando, a vespri finiti, sul tardo la popolazione abbandonava il monte San Donnino, gli occhi di ciascuno erano quasi istintivamente fermati in alto sul fondo della valle da uno spettacolo splendido; erano gli ultimi bagliori del sole morente che indoravano a fuoco l’immensa mole di monte Fuso che lassù quale colossale diga sbarrava la valle; e il chiarore di quell’incendio rutilante faceva meglio spiccare sulla vetta del Monte un leggero pinacolo; esso richiamava la festa prossima del 18 agosto per l’inaugurazione del monumento alla Beata Vergine dell’Alpe quasi a ricordare ai ritornanti da una festa la nuova che dovrà aver luogo.

Oh quanta soave poesia in quel mistico invito!”.

Nell’edizione del 10 agosto, sempre de La Giovane Montagna, viene pubblicato un supplemento al precedente articolo:

“Castione Baratti 7 agosto

Seguito del bellissimo articolo della Giovane Montagna per la festa inaugurale dell’Oratorio di San Donnino in Castione Baratti del giorno 28 luglio 1901.

Si facciano pure i meritati evviva al bravo popolo di Castione Baratti, il quale unito al proprio Parroco non ha risparmiato fatiche e sudori per l’erezione dell’artistico Oratorio sopra la verde cima del nostro monte detto S. Donnino, ove un tempo i nostri avi custodivano la loro Chiesa parrocchiale; si abbiano i nostri più vivi ringraziamenti gli operosi Comitati cattolici di Scurano, Traversetolo e Neviano e di Mozzano, nonché le Venerande Confraternite del SS. Sacramento di Neviano, Provazzano, che vennero numerosi ad allietarci colla loro presenza; ma un altro e ben meritato elogio sia dato al bravissimo e distintissimo giovane Giuseppe Carbognani di Traversetolo, che seppe con mano veramente maestra condurre a felice meta il progetto dell’egregio ing. Mazzoni di Parma. Tutto questo a compimento dello splendido articolo de La Giovane Montagna”.

Per l’edificazione del nuovo Oratorio vennero raccolti dal Comitato responsabile dell’attuazione dei lavori, presieduto dal parroco Don Luigi Pesci, L. 656.40. Gli offerenti furono in gran parte abitanti di Castione, ma non mancarono offerte dai comuni limitrofi e dalla città di Parma. L’iniziativa entrava nel progetto a favore della Montagna, sostenuto dal giornale La Giovane Montagna, che aveva lo scopo di recuperare gli edifici sacri, e non solo, ormai lasciati in abbandono, affinché anche le piccole comunità montane potessero ritrovare e rinnovare le proprie tradizioni e da queste ridare vita a luoghi che rischiavano l’abbandono.

Tra il 1900 e 1901 vennero eretti diversi tempietti sparsi in comuni montani parmensi: “Madonna dell’Alpe” a Cassio, altra maestà a Monte Fiorino, Monte Barigazzo, Faggio Crociato, Monte Dosso, Monte Fuso, Montagnana, e la Croce sul Monte Orsaro.

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¹ La località di Orio ha origini molto antiche; è indicata come terra de Orie in una nota apposta sul dorso di una pergamena, risalente al 929, nella quale si legge che Azone, preposto, e Ardeverto, arcidiacono della canonica parmense, danno a livello a Leone e al figlio di lui una casa con terre. Dalla stessa pergamena si apprende che i terreni de Orie erano coltivati a diversi generi di grano, lino, rape, veccia, fagioli, canapa e viti; si praticava l’allevamento di ovini e pollame e discreta doveva essere la produzione di legname. Il centro abitato di Orio non corrispondeva all’attuale, ma si trovava poco a monte: il piccolo ed isolato oratorio di san Donnino oggi resta a testimoniarlo. A fianco dell’oratorio vi è ancora un massiccio muro perimetrale che scende nel bosco fino a congiungersi quasi ad angolo retto con un altro simile. Si tratta forse del perimetro difensivo dell’abitato medievale sorto attorno alla chiesa di san Donnino, oggi ridotta ad oratorio sconsacrato. Alcuni frammenti di ceramica grezza, unico tipo ritrovato sul posto, lascerebbe supporre che tale centro sia decaduto dopo l’età comunale. Recenti sopralluoghi in zona hanno permesso il recupero di sei monete, di cui le più antiche risalenti al 1140 e le più recenti al 1628. L’importanza di questo centro era strettamente connessa alla viabilità. Al di sotto del colle di Orio, la strada, dopo aver guadato la Termina, saliva in direzione della costa del Margine per poi dirigersi al guado dell’Enza o in direzione di Bazzano e proseguire lungo la via di Linari per il passo del Lagastrello.
L’importanza di Orio declina col sorgere del castello di Scalocchio, alle Alberelle di Trinzola, verso la fine dell’XI secolo e quindi quello di Guardasone agli inizi del XII. La presenza di diversi centri fortificati mutò l’assetto territoriale e viario, specie quello di crinale, privilegiando il percorso verso le due fortezze. Ben presto sorse un nuovo centro più prossimo alla torre di Scalocchio che derivò la sua connotazione dal casato che lo originò, ossia i Baratti. L’importanza economica e viaria del nuovo centro di Castione dei Baratti andò così sostituendo l’antico Orio; ultimo atto fu l’edificazione di una nuova chiesa in Castione, , con l’abbandono di san Donnino. Nella ricognizione della Giurisdizione di Guardasone, ordinata dai conti feudatari Borromeo nel XVI secolo, la località non è più menzionata.
Sonia Moroni, il Medioevo nel territorio di Traversetolo e la presenza della famiglia Baratti, Studi Matildici IV, Aedes Muratoriana, Modena 1997
² La “guerra” a cui si riferisce il corrispondente de La Giovane Montagna, è quella politica tra socialisti, all’epoca fortemente anticlericali, ed i cattolici.
* Nella seconda foto il pietoso stato di conservazione dell’Oratorio di San Donnino.





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