Renato Quintavalla

A 25 anni dalla scomparsa ancora vivo il ricordo di Quintavalla

Alcuni giorni prima della partenza di Suor Dina per l’Africa, ho avuto modo di parlare con lei della sua imminente trasferta e di sfogliare il ricco album dei ricordi delle sue precedenti esperienze in Costa d’Avorio. Quante foto ormai ingiallite e scolorate, articoli di giornale, innumerevoli lettere ricevute e le copie azzurrognole delle sue risposte scritte a macchina con la carta a carbone. Allora non c’erano gli smartphone, WhatsApp e twitter, ma la storica “lettera 32”; l’inseparabile compagna a cui affidare riflessioni e notizie. Lo sguardo attento di Suor Dina si è soffermato sulla lettera inviatale ai primi di dicembre del 1993 da Mons. Alberto Spagnoli, allora arciprete a Traversetolo, con la quale Le comunicava, attraverso il testo dell’omelia esequiale, la scomparsa dell’amico Renato Quintavalla e i suoi occhi si sono velati di tristezza nel rileggere la sua risposta rivolta idealmente a Renato affidata a “Vita Nuova”.

Due testi di rara bellezza, colmi di umanità e profondità che abbiamo deciso di riportare nel ricordo di una persona che ha voluto e saputo farsi “gruppo” di quei tanti traversetolesi che per anni hanno dato tanto alle nostre Suore in missione, senza clamore, nel nascondimento della vita quotidiana, facendo proprie le parole del Vangelo “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta” (Mt 6,3-4)

Questo il testo dell’omelia esequiale di Don Alberto inviato a Suor Dina nel dicembre 1993

“ La scomparsa del carissimo Renato Quintavalla mi colma di doloroso rimpianto, come tutta la sua vita mi ha riempito di ammirazione sincera. "I giusti splenderanno come astri nel cielo".

Ricordiamo una persona giusta che nella sua esistenza si è conservata sempre fedele a Dio, fedele al Vangelo, aperto all'amicizia e generoso nella carità fraterna.

Esemplare nel comportamento, ha palesato una bontà di animo squisita, ha coltivato i migliori sentimenti di carità, ha rivolto costantemente l'attenzione premurosa ai fratelli meno fortunati o sofferenti.

E' vissuto e ha operato all'insegna dell'altruismo, con dedizione costante, partecipando intensamente alle pene e alle prove dei fratelli, godendo serenamente delle loro gioie e dei momenti di felicità. Il suo interessamento era fatto di soccorsi materiali dove c'era il bisogno, ma soprattutto di amicizia personale, di visite ai malati e anziani, di premurosa assistenza fraterna alle persone sole.

Ha allargato le sue attenzioni anche alle necessità dei lontani: la fame nel mondo, le sofferenze dei lebbrosi, i bambini ammalati o abbandonati delle "missioni" in varie parti del mondo, sono stati il costante suo assillo e non si è fermato mai alle preoccupazioni, ma ha fatto giungere il suo aiuto fattivo e ha organizzato quello- di altri, per cui non è stato estraneo a nessuna opera di sostegno religioso, umanitario ed economico. La sua presenza coraggiosa e stimolante, discreta e misurata, ma fortemente impegnata, si è attuata nella Caritas, in "Mani Tese", nell'aiuto alle missioni, nelle organizzazioni sanitarie a favore dei lebbrosi, e indistintamente in tutte le opere umanitarie e di volontariato.

Dignitoso nel portamento, elegante nella persona come comportava la sua professione, rilevava un equilibrio interiore fatto di rettitudine, di giusta misura, di sensibilità fine e cordiale. Le sue doti umane e il suo buon cuore, fondati su una fede luminosa, vissuta come una pagina di Vangelo, intessuta di preghiera e sincera devozione.

E' stato diligente raccoglitore di pagine edificanti che prendeva da pubblicazioni religiose e morali, e dispensava largamente a scopo di edificazione; raccoglieva anche le preghiere dei santi e dei più attenti apostoli del volontariato, facendole circolare tra gli amici.

Nel suo lungo cammino ha acceso, in tanti cuori, numerose fiammelle di fede, ha sparso con larghezza i fiori della carità fraterna. La sua opera ha avuto anche riconoscimento pubblico con il premio della bontà di San Martino.

Si presenta oggi al suo Signore, con le mani piene di opere buone, ricco di meriti, nell'umiltà fiduciosa di chi ha servito fedelmente, accompagnato dall'affetto dei suoi cari, circondato dalla stima di molti amici e accoglie l'invito paterno di Dio: "Coraggio servo buono e fedele, al termine del tuo viaggio di fede e di fedeltà, entra nella gioia del tuo Signore, a possedere il regno dell'amore senza tramonto”. ” Traversetolo, 5 dicembre 1993

Dal settimanale diocesano “Vita Nuova del 19 febbraio 1994:

Questa lettera ci giunge da Suor Dina Conti, missionaria, della congregazione delle Figlie della Croce, che desidera ricordare un amico della missione di Sirasso (Costa d’Avorio), scomparso a Traversetolo all’inizio di dicembre dello scorso anno.

Caro signor Renato,
Ci hai lasciato, ma la tua scomparsa ha reso ancora più viva la tua presenza nel villaggio di Sirasso.

Sei con noi, nell’amore che portavi ai bimbi e a tutte le attività in loro favore. Sei presente alla “Casa del fanciullo” che hai aiutato a  costruire e hai sempre sostenuto. Sei con noi, perché in cielo non puoi re-
stare inoperoso: eri sempre pronto, disponibile e dinamico sulla terra, sarai altrettanto efficace lassù. Dicci
il segreto del tuo donarti instancabile!

Avevi il dono di una fede profonda, nutrivi un amore filiale alla Vergine, eri sensibile ad ogni sofferenza, avevi un cuore missionario.

Hai incontrato per i viali del giardino celeste gli angioletti neri che non siamo riuscite a tenere sulla terra? Ti avranno ben informato sul villaggio! Ti avranno indicato i loro fratellini: Notè. Drissa, Agnès, rimasti orfani, che crescono sani e belli; il “Club degli amici di Sirasso” composto da un gruppo di bimbi handicappati che vogliono preparare il loro avvenire, con coraggio; l’Associazione dei genitori dei bimbi poveri, che amici lontani aiutano per andare a scuola, che vogliono insieme sostenersi; il gruppo di mamme che
imparano il francese, la cooperativa delle donne ortolane; le belle liturgie ricche di canti e di animazioni...

Caro Renato, ci hai donato tanto sulla terra, ora vogliamo, anche noi, con le nostre mani, con la nostra fatica quotidiana, costruire giorno per giorno l’avvenire dei nostri bimbi che ce ne hai dato l’esempio tu.

Vogliamo, come te, compiere ogni missione nello spirito di amore, di fraternità e di servizio. Non lasciarci soli; che il villaggio di Sirasso ti stia sempre a cuore e che tu possa parlare di lui al Padre amoroso e alla dolce Vergine che contempli, ricompensa della tua vita operosa e santa.

Con devota ammirazione I tuoi amici di Sirasso e Suor Dina

(A cura di Angelo Ugolotti)





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