XXIII Domenica TO – anno A
Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro
Gesù ricuce ogni dolore
Quante volte è più facile parlare di una persona che parlare con quella persona? Basta un messaggio lasciato visualizzato, una parola che ci ferisce, o una storia sui social e improvvisamente qualcuno diventa “il nemico”. Gesù, invece, ci chiede una cosa molto più difficile: andare verso l’altro. Il verbo di oggi è ricucire. Ezechièle parla della sentinella. Non è uno che sta sul muro per giudicare chi passa. È uno che guarda e, quando serve, parla. La sua parola non deve distruggere, ma aiutare l’altro a cambiare strada. Paolo va ancora più in profondità. Dice che abbiamo un solo vero debito, quello dell’amore. Non significa dare sempre ragione agli altri. Significa non smettere di desiderare il bene dell’altro. Anticamente, quando un tessuto si strappava, non lo si buttava subito. Si cercava di ricucirlo. Restava magari una sorta di cicatrice, ma poteva tornare a essere utilizzato. Anche le nostre relazioni sono così. Alcune ferite non spariscono magicamente, però possono diventare il punto da cui ricominciare, che solitamente è un punto più forte. Così Gesù fa una promessa e dice che quando due o tre sono riuniti nel suo nome, lui è in mezzo a loro. Quindi non siamo soli quando proviamo a ricucire, ma il suo Spirito ci guida e ci lega. Oggi potresti provare a fare tu il primo passo, non perché l’altro lo meriti, ma perché Cristo ha scelto di abitare proprio quel passo. E tu? Chi stai evitando, quando potresti invece provare a ricucire?

