L'obbedienza è alla base delle opere divine

Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179), badessa benedettina e dottore della Chiesa - Il libro delle opere divine, cap. 6 (in "Hildegarde de Bingen, Profeta e dottore per il terzo millennio"; trad. adv@evangelizo.org)

settembre 27 , 2026
[Santa Ildegarda presenta una visione in cui vizi e virtù dialogano:] – Disobbedienza: "Perché rispettare i precetti degli altri? Così facendo, non riconosciamo chi siamo. Siamo filosofi credibili e sappiamo più degli altri. Come potremmo non fare ciò che sappiamo? Quello che decido in me stesso, so quanto sia giusto, utile e vantaggioso... quello che vedo, che tocco e capisco nella mia testa, questo è ciò che devo fare." – Obbedienza: "Io, che obbedisco, sono legato a Lui: quando Dio, con la Sua Parola, ha creato ogni cosa, quando ha detto: Fiat, io ero l'occhio della creazione e per ordine di Dio, vegliavo su di essa. Così tutte le cose sono state create. Ma quando cominciò a vivere il primo angelo, si oppose subito a Dio e io ho detto che le sue opere non sarebbero vissute, poiché voleva essere diverso; ha cercato persino di attaccarmi e mordermi, ma non prevalse. Io sono il fondamento di tutte le opere divine, come l'anima per il corpo. Come la volontà dell'uomo compie ciò che desidera, così io sono la volontà di Dio, che porta a compimento tutto ciò che Dio intraprende… Io non tocco, non voglio, non desidero nulla che non sia in Dio… Voi siete come le foglie morte, sarete spazzati via come quelle…"     

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Se accostiamo una conchiglia all’orecchio e aspettiamo, sentiremo in lontananza il mormorio del mare. Ma se ascoltiamo ancora più attentamente, senza stancarci, troveremo qualcosa di più raro e segreto, perché in quel rumore leggero e ritmico, come in ogni suono della natura, si nasconde una storia. Questa storia ha per protagonista una bambina: potresti essere tu, ma noi per comodità la chiameremo Sofia. Un giorno Sofia aprì gli occhi e si...

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