XXIX Domenica TO – anno A

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

ottobre 18 , 2026

Ma Gesù, conoscendo la loro malizia, rispose: «Ipocriti, perché volete mettermi alla prova? Mostratemi la moneta del tributo». Ed essi gli presentarono un denaro. Egli domandò loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Allora disse loro: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio».

Non importa apparire, ma imparare a servire

Ti è mai capitato di pensare che, se avessi più soldi, finalmente saresti libero? Potresti comprare quello che vuoi, fare quello che desideri e non dipendere da nessuno. Ma se, per avere più denaro, finissi per diventare schiavo proprio di ciò che possiedi? Nel Vangelo di oggi provano a mettere Gesù in trappola con una domanda sulle tasse da pagare all’imperatore. Gesù chiede di guardare una moneta e poi risponde con quelle parole diventate famose: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Ma che significa? La moneta porta l’immagine di Cesare, quindi è di Cesare. Qui viene una domanda: e tu, di chi porti l’immagine? La Bibbia ci ricorda che siamo creati a immagine di Dio. Ecco il punto. Il denaro può avere un posto nella nostra vita, ma non può prendere il posto di Dio. Il denaro serve per vivere, aiutare chi è in difficoltà, costruire possibilità. Però diventa un problema quando smettiamo di usarlo per servire le persone e cominciamo a usare le persone per fare denaro. La stessa cosa vale per la fede. Il Vangelo non è un prodotto da vendere per arricchirsi, ma una Parola che ci insegna ad amare e a metterci al servizio degli altri. Nella prima lettura Dio chiama Ciro, un re straniero che non lo conosce, per compiere un’opera nella storia. Dio può servirsi persino di chi non lo conosce, poiché i suoi progetti non sono proprietà di qualcuno. Paolo, nella seconda lettura, riconosce nella comunità di Tessalònica i frutti della fede, della carità e della speranza. Non parla di ricchezza accumulata, ma di una vita che diventa dono. Chiediamo allo Spirito Santo di aiutarci a usare ciò che abbiamo per fare del bene, senza lasciare che siano i soldi a decidere chi siamo. La vera ricchezza è ciò che diventa vita anche per gli altri.

don Domenico Bruno

Purificazione della B.V. Maria in Bannone

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L’attuale chiesa di Bannone, dedicata alla Purificazine di Maria Vergine, è anche ricordata come Santa Maria Candelaria, poiché la solennità festiva, celebrata il 2 febbraio per commemorare la presentazione di Gesù al tempio e la purificazione della Vergine (Luca 2, 22-29), prende il nome dalle candele benedette che si portano in processione. L’edificio sacro si trova in posizione isolata rispetto alla frazione di Bannone, composta da diversi...

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