« Su questa pietra edificherò la mia Chiesa»

Catechismo della Chiesa cattolica - § 880-885 - Copyright © Libreria Editrice Vaticana

febbraio 22 , 2022
Il collegio episcopale e il suo capo, il Papa: Cristo istituì i Dodici « sotto la forma di un collegio o di un gruppo stabile, del quale mise a capo Pietro, scelto di mezzo a loro ». « Come san Pietro e gli altri apostoli costituirono, per istituzione del Signore, un unico collegio apostolico, similmente il romano Pontefice, successore di Pietro, e i vescovi, successori degli apostoli, sono tra loro uniti ». Del solo Simone, al quale diede il nome di Pietro, il Signore ha fatto la pietra della sua Chiesa. A lui ne ha affidato le chiavi; l'ha costituito pastore di tutto il gregge (Gv 21,5). « Ma l'incarico di legare e di sciogliere, che è stato dato a Pietro, risulta essere stato pure concesso al collegio degli apostoli, unito col suo capo ». Questo ufficio pastorale di Pietro e degli altri apostoli costituisce uno dei fondamenti della Chiesa; è continuato dai vescovi sotto il primato del Papa. Il Papa, vescovo di Roma e successore di san Pietro, « è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell'unità sia dei vescovi sia della moltitudine dei fedeli ». « Infatti il romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente ». « Il collegio o corpo dei vescovi non ha autorità, se non lo si concepisce insieme con il romano Pontefice, [...] quale suo capo ». Come tale, questo collegio « è pure soggetto di suprema e piena potestà su tutta la Chiesa: potestà che non può essere esercitata se non con il consenso del romano Pontefice ». « Il Collegio dei vescovi esercita in modo solenne la potestà sulla Chiesa universale nel Concilio Ecumenico ». « Mai si ha Concilio Ecumenico, che come tale non sia confermato o almeno accettato dal successore di Pietro ». « Il collegio episcopale, in quanto composto da molti, esprime la varietà e l'universalità del popolo di Dio; in quanto raccolto sotto un solo capo, esprime l'unità del gregge di Cristo ».     

Don Giuseppe Celeste

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Da giovane Cappellano a Traversetolo nel 1940, agli oltre venticinque anni a S.Andrea Bagni per fare ritorno nel 1967 tra noi, con la cura delle parrocchie di Cazzola, Sivizzano e Torre ma non solo. Preziosa l’opera pastorale a Villa Pigorini-Grossi. Don Giuseppe Celeste ha raggiunto il Paradiso. Lo ha meritato veramente: quasi 104 anni di vita di cui 77 di sacerdozio, interamente speso al servizio di tanti parrocchiani, dai più giovani agli anziani bisognosi di conforto e...

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