« Su questa pietra edificherò la mia Chiesa »
San Giovanni Crisostomo (ca 345-407), sacerdote ad Antiochia poi vescovo di Costantinopoli, dottore della Chiesa - Omelia su San Pietro e Sant'Elia, 1; PG 50, 727-728.
Pietro stava per ricevere le chiavi della Chiesa, più ancora, le chiavi dei cieli, e stava per essergli affidato il governo di un popolo numeroso ... Se Pietro, con la sua tendenza alla severità, fosse rimasto senza peccato, come avrebbe potuto dar prova di misericordia per i suoi discepoli? Orbene, in virtù di una disposizione della grazia divina, è caduto nel peccato cosicché, dopo aver fatto l'esperienza della propria miseria, potesse mostrarsi buono verso gli altri.
Renditi conto: colui che ha ceduto al peccato è proprio Pietro, il capo degli Apostoli, il fondamento saldo, la roccia indistruttibile, la guida della Chiesa, il porto imprendibile, la torre incrollabile, lui che aveva detto a Cristo: « Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò » (Mt 26, 35); lui che, grazie a una divina rivelazione aveva confessato la verità: « Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente ».
Ora, il vangelo riferisce che, la stessa notte in cui fu tradito..., una giovanetta disse a Pietro: « Anche tu eri con lui », e Pietro le rispose: « Non conosco quell'uomo » (Mt 26, 69.72)... Lui, la colonna, il baluardo, si schermisce di fronte ai sospetti di una donna... Gesù fissò lo sguardo su di lui... Pietro capì, si pentì della propria colpa e si mise a piangere. Allora il Signore misericordioso gli concesse il perdono.
È stato sottomesso al peccato affinché la consapevolezza della propria colpa e del perdono ricevuto dal Signore lo conducesse a perdonare agli altri per amore. Compiva, in questo, una disposizione provvidenziale conforme al modo di agire di Dio. Bisognava che Pietro, proprio lui, a cui doveva essere affidata la Chiesa, la colonna delle Chiese, il porto della fede, il dottore del mondo, si mostrasse debole e peccatore. E questo avvenne perché, in verità, potesse trovare nella sua debolezza un motivo per esercitare la sua bontà verso gli altri uomini.