Benedetta tu fra le donne

Quarta domenica di Avvento

dicembre 19 , 2021

Si dice che la nostra società è una “società senza padri”. Nella cultura occidentale, la figura del Padre sarebbe simbolicamente assente, distorta, sbiadita. Persino la virilità sembrerebbe messa in discussione. Si è verificata una comprensibile confusione, perché «in un primo momento, la cosa è stata percepita come una liberazione: liberazione dal padre-padrone, dal padre come rappresentante della legge che si impone dall’esterno, dal padre come censore della felicità dei figli e ostacolo all’emancipazione e all’autonomia dei giovani. Talvolta in alcune case regnava in passato l’autoritarismo, in certi casi addirittura la sopraffazione». Tuttavia, «come spesso avviene, si passa da un estremo all’altro. Il problema dei nostri giorni non sembra essere più tanto la presenza invadente dei padri, quanto piuttosto la loro assenza, la loro latitanza. I padri sono talora così concentrati su sé stessi e sul proprio lavoro e alle volte sulle proprie realizzazioni individuali, da dimenticare anche la famiglia. E lasciano soli i piccoli e i giovani». La presenza paterna, e pertanto la sua autorità, risulta intaccata anche dal tempo sempre maggiore che si dedica ai mezzi di comunicazione e alla tecnologia dello svago. Inoltre oggi l’autorità è vista con sospetto e gli adulti sono duramente messi in discussione. Loro stessi abbandonano le certezze e perciò non offrono ai figli orientamenti sicuri e ben fondati. Non è sano che si scambino i ruoli tra genitori e figli: ciò danneggia l’adeguato processo di maturazione che i bambini hanno bisogno di compiere e nega loro un amore capace di orientarli e che li aiuti a maturare.
(Amoris laetitia, 176)

La Parola del Signore
…è ascoltata

In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».

…è meditata

Maria si mette in viaggio verso la montagna per andare a trovare Elisabetta e si muove “in fretta”. Chissà quanti pensieri aveva Maria in quei momenti dopo che la Parola di Dio le aveva sconvolto la vita. Ascoltare il vangelo in un certo senso ci sposta dalle nostre preoccupazioni e ci apre nuovi orizzonti, ci mette fretta e ci spinge a metterci in movimento per annunciare la buona novella, ci spinge ad uscire dalle nostre abitudini per qualcosa di grande. Quando ci mettiamo all’ascolto del vangelo e disponibili ad accogliere la Parola di Dio, allora non sentiamo la fatica del cammino ma è la disponibilità che muove i cuori, le gambe e le braccia. Accogliamo la chiamata per vivere, scommettendo ogni giorno sulla parola di Dio.

…è pregata

Signore Gesù, donaci la grazia di essere sempre pronti, non rimandare mai a un “dopo” infruttuoso e lontano, a compiere la tua volontà, a fare ciò che mi chiedi qui e adesso. Aiutami a capire che il più delle volte “prendere tempo” significa perdere tempo. Infondi su di noi il tuo Santo Spirito affinché con sollecita prontezza ci moviamo nell’essere portatori di Grazia e di gioia. Amen.

…mi impegna

Oggi cercherò di essere pronto a capire e muovermi “in fretta” verso i bisogni materiali e spirituali del mio prossimo.

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