Chiamati al maeririo per la pace
Giovedì della prima settimana di Avvento
E finalmente siate tutti concordi, partecipi delle gioie e dei dolori degli altri, animati da affetto fraterno, misericordiosi, umili; non rendete male per male, né ingiuria per ingiuria, ma, al contrario, rispondete benedicendo; poiché a questo siete stati chiamati per avere in eredità la benedizione.
Forse è ora che ci abituiamo a pensare che anche la pace ha dei costi altissimi. I prezzi stracciati destano sospetto. Gli sconti da capogiro inducono a credere che la merce è avariata. Le svendite fuori stagione sanno di ambiguità. E le allettanti offerte sotto costo fanno pensare ai surrogati. La pace non è il premio favoloso di una lotteria che si può vincere col misero prezzo di un solo biglietto. Chi scommette: sulla pace deve sborsare in contanti monete di lacrime, di incomprensione e di sangue. La pace è il nuovo martirio a cui oggi la Chiesa viene chiamata. L‘arena della prova è Io scenario di questo villaggio globale che rischia di incenerirsi in un olocausto senza precedenti. E come nei primi tempi del cristianesimo i martiri stupirono il mondo per il Ioro coraggio, cosl oggi la Chiesa dovrebbe fare ammutolire i potenti della terra per la fierezza con cui, non curante della persecuzione, annuncia, senza sfumare le fina!i come nel canto gregoriano, il vangelo della pace e la prassi della non— violenza. E chiaro che se, invece che fare ammutolire i o tenti, ammutolisce lei, si renderebbe complice rasseg nata di un efferato “crimine di guerra“.
Don Tonino Bello
Signore dammi il tormento della pace, la certezza che lo pace è possibile, il coraggio di volere la pace. Signore liberami dalla rossegnazione che accetta per gli altri ciò che non voglio per me. Signore fammi sicuro e libero geloso dei miei sogni di pace instoncabile nel reolizzorli.
Giorgio Basadonna

