Come sapere se ho la carità?

Santa Caterina da Siena (1347-1380), terziaria domenicana, dottore della Chiesa, compatrona d'Europa - Lettera 42 al re Luigi d'Ungheria, n° 188 (trad. cb© evangelizo)

giugno 17 , 2024
Carissimo Padre, voi potreste dirmi: Amo molto la carità, ma come posso ben sapere se ce l'ho? Vi risponderò: Se l'anima trova in se stessa le condizioni che abbiamo riconosciute alla carità. Esse si riassumono tutte in due principali: dapprima nella vera e santa pazienza, che sopporta tutte le ingiurie piccole o grandi, da qualunque parte vengano, e che le sopporta con spirito calmo e tranquillo; poi nello zelo a sollevare i bisogni del prossimo per quanto è possibile. Così la prima condizione della carità è sopportare le ingiurie, la seconda è dare: e cosa dare? L'affetto della carità, amando il prossimo come se stessi, e assistendo le creature secondo quanto Dio dà di grazie e beni spirituali e temporali: L'anima si trova disposta a prendere e a gustare la parola di Dio e si applica a osservarla fino alla morte. Ci sono altri segni della carità, ma non voglio troppo dilungarmi, e parlo solo dei due principali. Oh! Quanto è felice l'anima che si nutre al seno di così dolce madre! Ella è umile, obbediente, amerebbe meglio morire che non essere sottomessa a Gesù crocifisso.     

\"Non temere; d'ora in poi sarai pescatore...

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In quella notte di luce [di Natale, a quattordici anni] cominciò il terzo periodo della mia vita, più bello degli altri, più colmo di grazie del Cielo... Come i suoi apostoli avrei potuto dirgli: \"Signore, ho pescato tutta la notte senza prender nulla\". Più misericordioso ancora per me che non per i suoi discepoli, Gesù prese egli stesso la rete, la gettò e la tirò su piena di pesci. Fece di me un pescatore di uomini, io sentii un...

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