Corpo e sangue di Cristo – anno A

Commento al Vangelo di Don Domenico Bruno

giugno 07 , 2026

«Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».

Nel pane divino Gesù è vivo

Nel deserto Dio nutre il suo popolo con la manna, un cibo sconosciuto. Lo fa per insegnarci che “non di solo pane vive l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca del Signore”.
Oggi celebriamo il Corpus Domini, una festa unica per noi cattolici, in cui ricordiamo che ogni volta che celebriamo la santa messa, quel pane diventa carne, e il vino diventa sangue. Insomma, presenza viva.
Nel Vangelo Gesù è chiaro: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo”. Qui sta la differenza profonda che noi cattolici viviamo rispetto ai fratelli evangelici i quali vedono nell’eucaristia un simbolo, un memoriale spirituale. Noi, invece, crediamo nella presenza reale di Gesù: quel pane è fisicamente il corpo di Cristo, e quel vino è fisicamente il Suo sangue.
San Tommaso d’Aquino, nell’inno Adoro te devote, scriveva: “La vista, il tatto, il gusto si ingannano su di te, ma solo all’udito si crede in sicurezza”.
Duemila anni fa Gesù ha fatto e lasciato a noi un sacramento che è mistero della sua presenza. A pensarci bene oggi viviamo immersi in questo tipo di realtà. È quello che succede con le realtà virtuali in cui siamo calati: chat, social sono reali, creano emozioni, ci parlano di qualcuno che fisicamente non abbiamo davanti. Non sono fisici, non puoi stringere la mano a un follower. Eppure c’è. Esiste. Spesso ci fermiamo solo al virtuale e quasi non sentiamo più il bisogno della presenza fisica e rischiamo la deriva dell’hikikomori.
Gesù, invece, non voleva una relazione solo virtuale o a distanza, e ha scelto il contatto, la materia, la densità di un pezzo di pane da addentare e trasformare in energia biologica e spirituale. La parola greca usata per “mangiare” era trōgō, indica quasi il masticare concretamente, un’azione fisica, carnale.
Quante volte nelle nostre dinamiche interpersonali ci accontentiamo di scorrere storie, dimenticandoci di abbracciare chi ci sta accanto o di condividere i nostri pesi, come se tenessimo un cesto pieno di vita tutto per noi senza farlo girare?
L’eucaristia è l’opposto dell’egoismo: è un bacio di Dio che si fa cibo per ricordarci che siamo una cosa sola, un unico corpo.
E tu? Come vivi la presenza concreta di Gesù nella tua vita?

don Domenico Bruno

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